Buoni fruttiferi postali: la Class action sui buoni Serie Q rinviata a luglio 2023. Inaccettabili i tempi della giustizia in Italia.

Tra ritardi e rinvii, si fanno sempre più lunghi i tempi della giustizia in Italia. Molti dei nostri assistiti si sono visti rinviare udienze addirittura al 2025: a dilatarsi a dismisura non sono solo i tempi per ottenere un verdetto, ma anche ansie, preoccupazioni, situazioni di incertezza.

In questo grave contesto, anche la class action sui buoni fruttiferi postali Serie Q promossa da Federconsumatori è stata investita dall’ondata di rinvii: nei giorni scorsi la Corte d’Appello di Roma ha fissato il rinvio per la discussione della causa al 12 luglio, ma del 2023!

Un’attesa che appare davvero eccessiva per i cittadini che da anni attendono di ottenere giustizia e di veder riconosciuto il corretto importo dei buoni in loro possesso.

Tempi così dilatati sono inaccettabili e non fanno altro che minare la fiducia dei cittadini nei confronti del sistema giudiziario.

Per questo ci impegneremo nelle sedi opportune per sollecitare l’adozione di tutte le misure necessarie ad una maggiore tempestività dei giudizi: investimenti per strutture, personale, strumenti adeguati a garantire tempi consoni alla giustizia.

La class action sui buoni fruttiferi postali, intanto, non si ferma: proseguiremo con tenacia fino a quando non saranno riconosciute le ragioni di chi ha investito i propri risparmi nei buoni fruttiferi.

Per questo invitiamo i cittadini interessati a chiamare i canali dedicati e a visitare il sito www.serieq.it per rimanere aggiornati e avere informazioni sulla class action.

Prezzi: continua a crescere l’inflazione, a marzo il tasso si attesta al 6,7% su base annua. Mai così elevato dal 1991. Ricadute di oltre 2.000 Euro annui a famiglia.

Continua a correre l’inflazione: a marzo il tasso si attesta al 6,7% su base annua, non era così elevato dal 1991.

Una crescita, afferma l’Istat, sostenuta dall’aumento dei prezzi dei beni non regolamentati.

Con l’inflazione a questi livelli l’aggravio a carico delle famiglie sarà in termini annui, di 2.003,30 Euro.

Un aumento che si avvicina sempre di più a quello aggiornato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori che ammonta a +2.354,98 Euro annui a famiglia, su cui pesano in maniera determinante i maggiori costi energetici e del settore alimentare.

“Di fronte ad aumenti così ingenti sono necessarie misure straordinarie. Quanto fatto finora dal Governo risulta ancora insufficiente, soprattutto perché limitato a una durata troppo breve e ancora legato alla concezione di interventi spot, per tamponare la fase più grave dell’emergenza, senza risolvere il problema in termini strutturali” afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori.

“Il Paese, invece, insieme ad una riforma fiscale più giusta e tesa a tutelare i redditi medio-bassi, ha bisogno di una riforma complessiva dei sistemi di controllo e di regolazione di prezzi e tariffe, improntata all’equità e alla lotta alle disuguaglianze e alla povertà, con quella energetica che cresce in maniera allarmante” prosegue il Presidente di Federconsumatori.

Dal Governo ci aspettiamo una svolta per un sostegno reale alle famiglie, attraverso una rimodulazione degli oneri di sistema che gravano, spesso in maniera immotivata, in bolletta; nonché l’adozione di un meccanismo teso a sterilizzare automaticamente l’accisa sui carburanti, escludendo quest’ultima dall’applicazione dell’IVA.

Inoltre, torniamo a chiedere di intensificare gli sforzi per contrastare le speculazioni a cui stiamo assistendo, aumentando i poteri e le possibilità di intervento di Mr. Prezzi e attivando presso le prefetture di comitati di sorveglianza sui prezzi, per monitorarne l’andamento e poter sanzionare scorrettezze e abusi.

Non è più pensabile, infine, intervenire in materia di energia e rincari senza avviare un confronto costruttivo con chi è impegnato nel tutelare e rappresentare le esigenze e i diritti dei cittadini: è questo uno dei punti fondamentali condivisi dalle Associazioni dei consumatori, che si riuniranno tutte insieme nell’Assemblea generale online programmata per 6 aprile alle 11:00.

Energia: dopo 18 mesi la prima riduzione delle tariffe, – 10,2% per la luce e -10% per il gas. Stabilizzare le misure adottate finora e potenziare ancor di più gli aiuti alle famiglie, per affrontare questa fase straordinaria.

In una fase estremamente complessa e delicata sul fronte del costo e dell’approvvigionamento energetico, ARERA aggiorna le tariffe trimestrali per l’energia elettrica e il gas per il mercato tutelato. Finalmente le famiglie possono tirare un piccolo sospiro di sollievo, le tariffe scenderanno, infatti, del – 10,2% per la luce e -10% per il gas: si tratta della prima riduzione delle bollette dopo 18 mesi.

Nonostante questo primo accenno al ribasso, però, il confronto con le spese sostenute nello scorso anno è ancora nettamente sfavorevole per le famiglie. Per la bolletta elettrica la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022) sarà di circa 948 euro, +83% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° luglio 2020 – 30 giugno 2021). Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.652 euro, con una variazione del +71% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente.

“Riteniamo sia necessario, afferma Luca D’Onofrio presidente Federconsumatori Toscana, apportare delle modifiche agli algoritmi di aggiornamento dei prezzi praticati dall’Autorità”. Il prezzo determinato sul mercato di maggior tutela risente, infatti, del fatto che ARERA ha previsto che l’approvvigionamento di AU avvenga unicamente sul mercato spot. Sarebbe più utile e sensato, a nostro avviso, che l’indicizzazione del prezzo sia fatta in base al costo medio della fornitura nazionale complessiva, che è legata per circa il 70% della sua consistenza a contratti take or pay di lungo periodo, anche trentennale, quindi, al riparo dalle oscillazioni giornaliere o mensili del TTF (importante mercato di riferimento per lo scambio del gas naturale in Europa). In questo modo, le scelte e scommesse speculative di operatori finanziari (intermediari, broker, edge fund e banche d’affari) avrebbero molto meno peso nella determinazione del prezzo.

Inoltre, è necessario adottare una maggiore equità nell’applicazione della tassazione in bolletta, prevedendo una progressività in base al reddito, anche attraverso detrazioni proporzionali, nonché rimodulando gli oneri di sistema per eliminare le voci obsolete e ingiustificate e spostare alcuni incentivi (a partire da quello per le energie rinnovabili definito dalla componente Asos) sulla fiscalità generale.

Questa triste situazione di emergenza ci ha messo di fronte all’evidenza della necessità di ripensare completamente la politica energetica del nostro Paese, sostenendo con determinazione la transizione senza però far pesare i suoi costi sui cittadini, specialmente quelli che si trovano in condizioni economiche maggiormente precarie. A favore di questi ultimi, infine, è indispensabile prevedere misure di sostegno, per avviare una seria azione di contrasto alla povertà energetica, attraverso:

    • Una sospensione, in questa delicata fase, dei distacchi per morosità e una lunga rateizzazione delle bollette.
    • L’istituzione dell’albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia in base a parametri che prendano in considerazione competenza, solidità e correttezza, oltre che il loro impegno nel campo dell’energia sostenibile.
    • Maggiori sostegni alle famiglie e rafforzamento dei bonus per i nuclei in difficoltà.

6 Aprile 2022 – Assemblea generale delle Associazioni dei Consumatori Cittadini consumatori e utenti uniti contro il caro vita.

6 aprile 2022 h. 11:00 – 13:00

I rincari e le speculazioni sui prezzi dell’energia, del gas, dei carburanti, delle materie prime,

dei generi di prima necessità si fanno sempre più insopportabili per le famiglie italiane.

Alle conseguenze della pandemia si sono aggiunte le gravi ricadute della guerra in Ucraina,

che si sta combattendo non solo sul piano geo-politico, ma sempre di più si sposta su

quello economico con enormi speculazioni sui mercati.

Ecco perché tutte le Associazioni del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti, hanno

deciso di convocare, per la prima volta nella storia del movimento consumerista italiano,

una Assemblea Nazionale Unitaria in diretta Streaming,

che si terrà il prossimo:

6 aprile 2022 dalle ore 11:00 alle ore 13:00

sia direttamente al link:

https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_p4u6CAodQVaZ8a3fzCd-KQ

sia sui siti web e sui canali Facebook, Instagram, YouTube

delle Associazioni Consumatori

per discutere dell’attuale emergenza, spiegarne le cause effettive e presentare

le proposte dei consumatori al Governo e alle Autorità di vigilanza,

per contrastare il carovita e la speculazione, la crescita delle disuguaglianze e l’avanzare

della povertà energetica e alimentare.

Le proposte delle Associazioni dei consumatori e degli utenti

  1. Liberare il prezzo dell’energia (elettricità, gas e carburanti) dalle speculazioni e dalla volatilità dei mercati, introducendo un criterio di calcolo dei prezzi coerente con costi di produzione delle diverse fonti energetiche e con il costo medio di acquisizione delle forniture nazionali complessive e in grado di attivare una gestione dei picchi di mercato, e su tali basi rendere più competitivo il mercato tutelato per elettricità e gas, soprattutto con riguardo alle fasce deboli della popolazione, garantendo nel contempo la concorrenza e il contenimento delle ripercussioni su tutta la clientela.
  2. Non applicare l’IVA sulle accise sui carburanti e contingentarne il carico fiscale alla media europea; sterilizzare l’IVA sulla materia prima fino a un valore massimo uguale al carico delle accise.
  3. Energia e Gas:
  • avviare una riforma complessiva degli oneri generali di sistema che gravano in bolletta, che comprendono molte voci ormai obsolete o ingiustificate, esentando il loro ammontare dalla base imponibile IVA, che va comunque ridotta strutturalmente al 10% sulla totalità dei consumi di gas.
  • Disporre una sospensione dei distacchi di energia elettrica e gas, ampliando e migliorando gli accordi per la rateizzazione lunga delle bollette, anche tramite la creazione di una specifica garanzia creditizia pubblica, e istituire una procedura speciale presso il Servizio Conciliazione Clienti Energia di Arera.
  • Definire la casistica di morosità incolpevole, allargandola alle difficoltà sopravvenute per i nuclei familiari anche ai fini dell’accesso al bonus sociale, stabilizzare l’innalzamento della soglia Isee a 12 mila euro e aumentare anche il valore del Bonus.
  • Prevedere un Fondo di sostegno per le fasce meno abbienti per la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica degli immobili, anche ai fini dello sviluppo delle energie rinnovabili e del contenimento dei consumi energetici, e per istituire uno specifico intervento di contrasto della povertà energetica.
  • Istituire l’Albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia, da accreditare in base a requisiti di solidità patrimoniale e garanzie finanziarie, esperienza e competenza industriale, correttezza commerciale, impegno per la sostenibilità.
  • Adottare una politica degli acquisti di gas ed energia coordinata e gestita a livello europeo, per ottenere un approvvigionamento più vantaggioso ed equo per tutti gli Stati membri.
  • Ampliare le misure di supporto e operare una semplificazione amministrativa per favorire la nascita e la gestione delle Comunità energetiche rinnovabili, anche qualificandone alcuni modelli come Enti del terzo settore.
  1. Rafforzare decisamente i compiti di sorveglianza e i poteri sanzionatori delle Autorità indipendenti e di Mr. Prezzi, allargandone il campo d’intervento e le funzioni di coordinamento delle istituzioni centrali e periferiche dello Stato preposte al controllo, vigilanza e repressione di abusi e speculazioni, instaurando anche un rapporto diretto con le Associazioni dei consumatori riconosciute.
  2. Attivare presso le prefetture dei comitati territoriali di sorveglianza sui prezzi, coinvolgendo i Crcu, per monitorarne l’andamento e contrastare fenomeni speculativi in sinergia con Mr. Prezzi.
  3. Consultazione preventiva delle Associazioni dei Consumatori e degli Utenti riconosciute per l’assunzione di provvedimenti in materia di prezzi e politica energetica.

Telemarketing: pubblicato finalmente in Gazzetta Ufficiale il Regolamento del Registro delle opposizioni esteso ora anche ai cellulari. Urgente accelerare i tempi affinché diventi operativo al più presto.

Finalmente, dopo una travagliata gestazione, è stato pubblicato in GU l’atteso Regolamento del Registro delle Opposizioni che riguarderà non più solo gli indirizzi postali e le numerazioni nazionali fisse, ma anche quelle mobili.

Il servizio istituito il 1 febbraio 2011 e successivamente modificato, ora prevede nuove tutele a favore degli utenti: l’iscrizione al nuovo Registro consentirà, infatti, di negare il consenso a comunicazioni pubblicitarie o di vendita diretta, ricerche di mercato o di comunicazione commerciale effettuate tramite operatore o con sistemi automatizzati o posta cartacea (sono esclusi dall’applicazione i trattamenti per finalità statistiche degli enti ed uffici di statistica appartenenti al Sistema statistico nazionale ed i consensi prestati nell’ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, ovvero cessati da non più di trenta giorni, aventi ad oggetto la fornitura di beni o servizi, per i quali è comunque assicurata, con procedure semplificate, la facoltà di revoca).

Confermando la gratuità del servizio, come in precedenza l’iscrizione al registro potrà essere effettuata ex novo, rinnovata e revocata in qualsiasi momento, mentre le numerazioni già presenti nell’attuale registro verranno automaticamente iscritte nel nuovo. Gli utenti si potranno iscrivere attraverso:

  • Modulo elettronico sul sito web
  • Chiamata dalla linea telefonica corrispondente a quella per cui si chiede l’iscrizione
  • Posta elettronica

Le iscrizioni saranno valide entro il giorno lavorativo successivo alla ricezione della richiesta.

Inoltre, tra le nuove indicazioni presenti, l’operatore o diverso soggetto designato al contatto con l’utente, dovrà fornire in sede di chiamata o all’interno del materiale inviato le indicazioni utili all’eventuale iscrizione del contraente nel registro pubblico delle opposizioni.

Il Regolamento prevede che le modalità tecniche ed operative di iscrizione dovranno essere predisposte ed attuate entro 120gg dalla pubblicazione, ma dato il lungo percorso fin qui impiegato invitiamo il Ministero ad attivarsi affinché i tempi vengano non solo rispettati, ma quanto più accelerati, considerando che, ora più che mai, è necessario ampliare le forme di tutela e protezione dei dati dei cittadini. Sono sempre più numerose le segnalazioni che riceviamo, ogni giorno, da parte di utenti tartassati da telefonate promozionali, spesso anche aggressive ed insistenti, se non addirittura tese a veicolare informazioni scorrette e ingannevoli.

Caro bar: un risveglio amaro per gli italiani, il caffè è aumentato del 18% rispetto al 2021. Anche cappuccino e cornetto non sono da meno: il primo aumenta dal 15% al 18%, il secondo dal 17% al 19%.

Da mesi ormai le famiglie sono costrette a fare i conti con prezzi sempre più cari: gli elevati costi energetici e di alcune materie prime alimentari hanno determinato aumenti in molti settori, con aggravi che, secondo l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, raggiungeranno quota 2.354,98 Euro nel 2022.

Se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo star certi che la situazione non promette bene.

Gli aumenti, infatti, hanno intaccato pesantemente anche uno degli appuntamenti di rito degli italiani: la colazione al bar.

Dal caffè al cappuccino, dal cornetto alla spremuta d’arancia, dal tramezzino all’acqua in bottiglia: i prezzi nel 2022 sono aumentati tutti con percentuali a due cifre. Secondo una ricerca effettuata da Federconsumatori, in tutta Italia, il re della colazione, il caffè, segna aumenti tra il 17% e il 18%.

Anche cappuccino e cornetto non sono da meno: il primo aumenta dal 15% al 18%, il secondo dal 17% al 19%.

Il rincaro record spetta all’acqua in bottiglia da ½ litro che, nel Sud e nelle Isole, aumenta del 45% rispetto al 2021, allineandosi ai prezzi praticati nel resto d’Italia.

Per una colazione composta da un cappuccino e un cornetto il costo medio è passato da 2,43 Euro del 2021 a 2,84 Euro del 2022, con un aggravio che, in un anno, ammonta a circa +106,30 Euro a persona.

Chi invece non può rinunciare a una pausa all’insegna di un buon caffè al giorno, subirà rincari di +64,07 Euro annui.

Il tutto consumato rigorosamente al banco: per chi decide di accomodarsi al tavolo i rincari sono ancora più evidenti. Cappuccino e cornetto, serviti al tavolo, possono costare del 22% al 48% in più rispetto al prezzo praticato al banco.

Aumenti su cui sicuramente hanno inciso i maggiori costi energetici sostenuti dagli esercenti, oltre che gli strascichi delle limitazioni imposte dalla pandemia, ma che in ogni caso appaiono eccessivamente elevati. Si tratta, infatti, rincari che vanno ben oltre il livello dell’inflazione e che in molti casi non trovano alcuna giustificazione plausibile.

Ecco perché Federconsumatori invita l’AGCM e Mr. Prezzi a fare chiarezza su tali aumenti, per scongiurare ipotesi di cartello e intollerabili fenomeni speculativi.

2022 Var. % 2022/2021
caffè cappuccino cornetto tramezzino acqua 1/2 l spremuta caffè cappuccino cornetto tramezzino acqua 1/2 l spremuta
Nord                      1,30 €                      1,60 €                      1,50 €                      3,67 €                      2,27 €                      4,33 € 18% 15% 19% 26% 23% 33%
Centro                      1,13 €                      1,50 €                      1,27 €                      2,43 €                      1,57 €                      3,17 € 17% 18% 19% 12% 35% 19%
Sud e Isole               1,06 €                      1,40 €                     1,26 €                      2,20 €                      1,50 €                      3,50 € 18% 15% 17% 25% 45% 16%

Energia: necessario un radicale cambio di paradigma nella determinazione dei prezzi, per metterli al riparo da distorsioni e speculazioni. Il taglio sui prezzi deve essere di almeno il doppio di quanto ipotizzato.

Mentre avanza l’emergenza sul fronte del caro energia, ieri, nel corso di un’audizione alla Camera sul tema, è emerso chiaramente come Arera non abbia colto la necessità e l’urgenza di un radicale cambio di paradigma.

Anche con l’ultimo Decreto il Governo ha stanziato risorse e disposto misure importanti per contrastare il caro bollette, ma manca all’appello un provvedimento essenziale: la modifica e l’aggiornamento degli algoritmi che determinano i prezzi praticati dall’Autorità.

Il prezzo che si fissa trimestralmente sul mercato di maggior tutela risente del fatto che Arera, dal 2017, ha previsto che l’approvvigionamento di Acquirente Unico avvenga unicamente sul mercato spot. Sarebbe più giusto e sensato che l’indicizzazione del prezzo sia fatta invece in base al costo medio della fornitura nazionale complessiva, che è legata per circa il 70% della sua consistenza a contratti take or pay di lungo periodo, anche trentennale, e, quindi, è al riparo dalle oscillazioni giornaliere o mensili del TTF (importante mercato di riferimento per lo scambio del gas naturale in Europa). In questo modo, nella determinazione del prezzo le scelte e scommesse speculative di operatori finanziari (intermediari, broker, edge fund e banche d’affari) avrebbero molto meno peso.

Senza tale modifica, a fine marzo, in occasione dell’aggiornamento trimestrale delle tariffe da parte di Arera, c’è il rischio di un’ulteriore stangata, forse più pesante delle precedenti, con conseguenze drammatiche per le famiglie e per l’intero sistema economico.

Perciò si rende sempre più urgente agire in maniera mirata e lungimirante, affrontando le emergenze della fase attuale senza tralasciare gli sviluppi futuri.

Nel dettaglio è necessario:

  1. Disporre una sospensione dei distacchi per morosità e ampliare e migliorare gli accordi per la rateizzazione lunga delle bollette.
  2. Avviare una riforma complessiva del carico fiscale e degli oneri di sistema che gravano in bolletta, che comprendono molte voci ormai obsolete o ingiustificate.
  3. Istituire un albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia da accreditare in base a requisiti di solidità patrimoniale e garanzie finanziarie, esperienza e competenza industriale, correttezza commerciale, impegno per la sostenibilità.
  4. Prevedere un fondo per il sostegno delle fasce meno abbienti per la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica nelle abitazioni e per il contrasto alla povertà in tale settore.

Al contempo, a livello comunitario, si rende indispensabile adottare una politica degli acquisti di gas ed energia coordinata e gestita a livello europeo, per un approvvigionamento più vantaggioso ed equo per tutti gli Stati membri.

È necessario, infine, che Arera e Governo si rendano conto che non è più possibile continuare ad assumere decisioni in questo settore senza ascoltare il parere qualificato delle Associazioni dei Consumatori, impegnate da anni nel rivendicare le misure che, oggi, tardivamente, si sta iniziando a mettere in atto.

Prezzi: la spesa settimanale di una famiglia di 4 persone a marzo lievita del +13,7% rispetto al 2021. Necessarie misure di sostegno alle famiglie e azioni di contrasto alle speculazioni.

Dal gas ai carburanti, dalla farina ai mangimi animali, dai concimi ai metalli: purtroppo sono molte le tensioni a cui stiamo assistendo sui mercati internazionali, alcune iniziate già prima dell’inizio della guerra in Ucraina.

Oggi l’Istat conferma la crescita dell’inflazione al +5,7% su base annua, aumento che non si registrava dal 1995.

Tutto ciò pesa fortemente sulle famiglie e sulle spese che devono sostenere, costringendole spesso a molte rinunce.

L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha aggiornato le stime complessive degli aggravi a carico delle famiglie, che ammontano a+2.354,98 Euro annui.

L’aumento diventa evidente ed allarmante se guardiamo ad un paniere di beni “essenziali” per una famiglia composta da 2 adulti e 2 ragazzi, il cui costo ammonta a 378,28 Euro a settimana, pari al +13,7% rispetto allo scorso anno.

Le voci che aumentano in modo più marcato risultano, come è facilmente immaginabile, la benzina (+42%), luce e gas (+36%), ma crescono anche i prezzi di frutta e ortaggi freschi (+28%), carne e uova (+21%) nonché pane e pasta (+10%).

Tutti prodotti fondamentali, i cui aumenti hanno un forte impatto soprattutto sui bilanci delle famiglie meno abbienti, per le quali, da tempo, sosteniamo sia necessario disporre maggiori sostegni.

È urgente, inoltre, che il Governo intervenga non solo sul fronte delle tariffe di luce e gas, ma anche su quello dei carburanti, azzerando le accise e abbassando la tassazione, per un risparmio complessivo di 1.102 Euro annui ad automobilista.

A fianco di tali operazioni è indispensabile avviare un attento controllo per contrastare e sanzionare severamente speculazioni sui prezzi, ingiustificabili in ogni momento, a maggior ragione in una fase delicata come quella che siamo attraversando. Federconsumatori ha avviato attività di monitoraggio e di controllo su eventuali fenomeni speculativi o intese restrittive sui prezzi, invitiamo i cittadini a segnalarci abusi e anomalie, per effettuare le giuste segnalazione alle autorità competenti.

Di seguito le tabelle con il costo settimanale del paniere essenziale e il confronto con il 2021.

Spesa settimanale per famiglia composta da 4  (2 adulti + 2 ragazzi) 2022 Var % 2022/2021
al giorno per 7 giorni  
Latte fresco l. 1  €             1,72  €                       12,04 2%
Pane al Kg.  €             3,49  €                       24,43 4%
Pasta  500g  €             0,96  €                         6,72 17%
Uova conf. da 10  €             2,99  €                         2,99 33%
Fettine di vitello al kg.  €           19,50  €                       19,50 9%
Nasello al kg.  €           21,60  €                       21,60 14%
Pomodori pachino  €             3,90  €                         3,90 30%
Zucchine al kg.  €             3,90  €                         3,90 28%
Patate al kg.  €             1,68  €                         1,68 6%
Banane al kg.  €             2,40  €                         2,40 1%
Mele Golden al kg.  €             2,49  €                         2,49 26%
Passata di pomodoro  €             1,29  €                         3,87 0%
Prosciutto crudo all’etto  €             3,50  €                         7,00 3%
Cereali da colazione  €             3,69  €                         3,69 6%
Olio  €             7,90  €                         2,70 0%
Caffè 50 capsule  €             9,90  €                         9,90 0%
TOTALE  €                    128,81  
al giorno per 7 giorni  
CAFFE’ AL BAR  €             1,20  €                         8,40 9%
MERENDA RAGAZZI N.2  €             2,00  €                       10,00 0%
ABBONAMENTO MEZZI PUBBLICI  €             3,00  €                       21,00 0%
PARCHEGGIO  €             4,00  €                       20,00 0%
BENZINA  €             8,21  €                       57,50 42%
LUCE E GAS  €             6,97  €                       48,77 36%
CONDOMINIO E RISCALDAMENTO  €             5,00  €                       35,10 10%
TELEFONIA E INTERNET  €             3,21  €                       22,50 0%
RC AUTO  €             3,74  €                       26,20 7%
TOTALE  €                    249,47  

 

Consumi: necessario colmare il divario tra le famiglie più abbienti e quelle con minori disponibilità economiche. I rincari nel 2022 rischiano di raggiungere quota +2.354,98 Euro.

Destano preoccupazione i dati che emergono dall’andamento dei consumi delle famiglie nel 2021, che evidenziano una forte spaccatura tra i nuclei più abbienti e quelli meno abbienti. I primi, infatti, registrano nel 2021 una crescita dei propri consumi del +6,2%, secondo l’Istat, quelli con minori disponibilità economiche solo del +1,7%.

Dati che vanno pesati attentamente, sia in considerazione delle forti dinamiche inflazionistiche, sia alla luce del progressivo abbandono delle limitazioni e restrizioni dettate dal contenimento della pandemia.

Si tratta di un andamento che, alla luce dei forti rincari in atto, è purtroppo destinato a peggiorare, aumentando divari e disuguaglianze tra chi può permettersi di sostenere gli aumenti e chi no.

Pane, pasta, farina, carburanti, carne, prodotti alimentari in genere, oltre ovviamente a luce, gas e acqua, sono le voci che cresceranno maggiormente. A inizio anno l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori aveva stimato un aumento, nel corso del 2022, di +1.719,98 Euro. Alla luce del conflitto in Ucraina e delle tensioni sui mercati internazionali tali aggravi sono destinati ad aumentare ulteriormente rispetto alle stime di gennaio: di +288 Euro per quanto riguarda le ricadute dirette dovute all’impennata dei carburanti, di +129 Euro per il settore alimentare, nonché di +218 Euro per le tariffe di luce, gas e acqua. Cifre che fanno lievitare la stima di aumento a +2.354,98 Euro.

Un aumento che risulterà insostenibile per molti. Per questo è fondamentale che il Governo intervenga non solo sul fronte delle tariffe, per contenere gli aumenti e garantire nuove fonti di approvvigionamento, ma anche per sostenere le famiglie che si trovano in situazione di maggiore difficoltà. È necessario ogni sforzo in questa direzione, a partire da una revisione della riforma fiscale che, così come disposta, non sarà in grado di garantire una maggiore equità, ma anzi non farà altro che accrescere disparità e disuguaglianze.

Benzina: costi divenuti insostenibili, è necessario azzerare le accise. Il risparmio per le famiglie sarebbe di 874 Euro annui.

Continua la corsa dei prezzi dei carburanti, che oggi superano quota 2,00 Euro al litro (nel dettaglio 2,12 la benzina e 2,17 il diesel).

Un costo insostenibile per gli automobilisti e per tutti i cittadini, che pagano tali aggravi in termini di rincari generalizzati sui prezzi di beni e servizi. L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha aggiornato le stime relative agli aggravi che le famiglie dovranno fronteggiare nel 2022, calcolando che i rincari complessivi ammonteranno a +2.354,98 Euro. Di questi, ben 478 sono imputabili ai soli carburanti, visti gli aumenti già registrati da gennaio ad oggi.

Si tratta di una situazione allarmante, che il Governo è chiamato ad affrontare con urgenza disponendo l’azzeramento totale delle accise e una forma di sgravio ulteriore, ad esempio sotto forma di credito di imposta, per i mesi di marzo e aprile, per le aziende di autotrasporto. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che oltre l’86% dei beni nel nostro Paese sono trasportati su gomma, per questo è fondamentale intervenire per scongiurare il blocco delle attività di fornitura di beni nei punti vendita, che comporterebbe difficoltà nel reperimento dei prodotti, corsa all’accaparramento e possibili fenomeni speculativi.

Le accise, che da tempo gravano sui carburanti, sono aggravate dall’IVA: un meccanismo assurdo ed inspiegabile che denunciamo da tempo e che, oggi, appare ancor più inaccettabile.

“Ecco perché, al fianco di una necessaria riforma e revisione complessiva di accise e oneri che appesantiscono i costi di bollette e carburanti, è necessario avviare in questa fase misure straordinarie, agendo immediatamente per decreto.” Afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori.

Azzerando le accise (che ammontano a circa 0,72 Euro al litro per la benzina e 0,62 per il gasolio), la benzina oggi costerebbe 1,39 Euro al litro e il gasolio 1,55 Euro al litro, con un risparmio, in termini annui, di circa 874 Euro.

Un risparmio ulteriore, pari a 228 Euro annui, si avrebbe applicando ai carburanti l’IVA agevolata al 10% e non, come avviene oggi, al 22%.

Inoltre, invitiamo ad effettuare maggiori controlli e a sanzionare severamente chi tenta di lucrare su tale situazione, aumentando impropriamente i prezzi già così elevati o facendo leva su costi più convenienti per vendere carburante contraffatto.