Energia: la bolletta elettrica crescerà del +59% nel prossimo trimestre. Forti incertezze pesano ancora sul prezzo del gas, che sarà definito a fine ottobre.

Come di consueto l’Autorità per l’Energia ha aggiornato le tariffe per il prossimo trimestre: da ottobre ci sarà però un’importante novità. Gli aggiornamenti odierni di Arera, infatti, riguardano solo l’energia elettrica per il prossimo trimestre. Per quelli relativi al gas bisognerà attendere fine ottobre: è infatti cambiato il metodo di calcolo del prezzo medio, che da ora in poi avverrà mensilmente ex-post e non più, come avvenuto finora, ex-ante.

La bolletta dell’elettricità, come temevamo, aumenta ulteriormente. Secondo i dati Arera, nonostante l’intervento straordinario per limitare la crescita dei prezzi, l’incremento di costo sarà del +59%. Questo vuol dire che, per l’elettricità, la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2022) sarà di circa 1.322 euro, rispetto ai 632 dell’anno precedente.

Un duro colpo per le famiglie, già fortemente vessate da aumenti incontrollati in ogni settore di spesa, soprattutto quello alimentare e, appunto, quello energetico.

Tale andamento, inoltre, non fa ben sperare per quanto riguarda la determinazione del prezzo del gas a fine ottobre: specialmente alla luce del sabotaggio del gasdotto Nord Stream. In tal senso, oltre ai rischi sulla fornitura di gas all’Europa, nutriamo forti preoccupazioni in relazione ai possibili, anzi quasi certi, fenomeni speculativi. Su questi il Governo e Arera devono assumere tutte le misure utili ad attuare una seria azione di contrasto.

Alla luce di ciò è indispensabile, inoltre, applicare al più presto l’auspicato disaccoppiamento della definizione dei prezzi di energia elettrica e gas, per evitare di alimentare una spirale inflattiva con effetti disastrosi per le famiglie e per l’intero sistema economico.

Il nuovo Governo, non appena insediato, dovrà mettere in agenda alcune misure urgenti e improrogabili per mettere le famiglie al riparo dai rincari, definendo una nuova politica energetica che si basi su alcuni punti cardine:

  • la sospensione dei distacchi per morosità di energia elettrica e gas, ampliando e migliorando gli accordi per la rateizzazione lunga delle bollette;
  • l’ampliamento della platea dei beneficiari dei bonus energia, gas e idrico, innalzando le soglie ISEE fino almeno a 20mila euro per tutti i nuclei familiari e ancora più alta per le famiglie numerose e aumentando in forma modulata gli importi erogati;
  • misure in grado di liberare il mercato dell’energia (elettricità, gas e carburanti) dalle speculazioni e dalla volatilità dei mercati;
  • il mantenimento del regime di mercato tutelato per energia elettrica e gas;

Operazioni che possono essere finanziate anche attraverso un tempestivo recepimento delle proposte contenute nel regolamento della Commissione UE sul contenimento dei costi dell’energia, innalzando fino al 100% la tassazione sui superprofitti straordinari delle aziende fornitrici di energia da fonti fossili superiori alla soglia ammessa e diminuendo il limite di compenso massimo ai produttori inframarginali.

Le Associazioni dei consumatori sono pronte a tornare a manifestare, in piazza, per rivendicare queste e altre importanti operazioni indispensabili per arginare le difficoltà dei cittadini: è in programma il prossimo 18 ottobre una grande assemblea online, aperta alle forze sociali che vorranno condividere le ragioni e le modalità delle iniziative da assumere.

Nell’ambito dell’incontro sull’aggiornamento tariffario abbiamo inoltre chiesto ad Arera di ripristinare al più presto l’operatività del portale Sportello per il consumatore, ancora inattivo dal 29 agosto a causa di un attacco hacker. Il blocco di tali procedure impedisce, di fatto, a molti utenti l’accesso alla procedura di conciliazione, aumentandone disagi e frustrazione. Se tale blocco dovesse perdurare, è indispensabile che Arera disponga una procedura provvisoria e alternativa e che intervenga sulle aziende affinché non adottino procedure forzose e dispongano un prolungamento dei termini di trasmissione e trattazione delle conciliazioni.

GRAVI ATTACCHI ALLE CAMERE DEL LAVORO – CGIL. DIFENDIAMO LA DEMOCRAZIA!

Comunicato congiunto di Federconsumatori Toscana e Sunia Toscana

Ormai da molto tempo si susseguono atti di intolleranza nei confronti delle Camere del Lavoro (CGIL) in varie zone della Toscana.

Solo nell’ultima settimana sono state colpite le sedi CGIL di Montecatini (Pistoia), Camucia (Arezzo) e in ultimo Scandicci (Firenze). Si tratta di vere e proprie aggressioni, a volte perpetrate anche attraverso il web, a presidi di democrazia.

Non è possibile sminuire tali fatti che ci sembrano essere frutto di una strategia precisa.

E’ urgente una risposta democratica da parte di cittadini, associazioni e partiti politici a difesa dei valori costituzionali. Alle autorità spetta il compito di fare chiarezza su quanto sta avvenendo.

Come associazione dei consumatori e sindacato degli inquilini lotteremo con la nostra CGIL per difendere i valori costituzionali dai quali traiamo origine.

Per questo il prossimo 8 ottobre saremo a Roma con la CGIL.

Luca D’Onofrio, presidente Federconsumatori Toscana

Laura Grandi, Segretaria generale Sunia Toscana

Caro-prezzi: consumatori pronti alla protesta. Energia e inflazione strozzano le famiglie e l’economia: al via contatti con le associazioni dei lavoratori, delle imprese e con le altre forze sociali per iniziative comuni ad ottobre e novembre.

Lo rendono noto le associazioni dei consumatori e utenti Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Ctcu, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Udicon, Associazione Utenti Radiotelevisivi, che ripropongono oggi una serie di proposte e di misure da adottare da parte del Governo, per contrastare l’aumento dei prezzi al consumo e frenare il caro-energia.

Nei prossimi mesi, cruciali, milioni di famiglie – spiegano le associazioni – dovranno fare i conti con gli aumenti delle bollette di luce e gas e con i prezzi dei generi alimentari in continua ascesa, rincarati in media già più del 10,5% nelle ultime rilevazioni, mentre anche moltissime piccole e medie imprese si trovano schiacciate da costi divenuti insostenibili, per l’approvvigionamento di materie prime e di energia, e tutto ciò produce effetti a cascata molto negativi sull’economia e la società italiane: le associazioni datoriali paventano la chiusura di migliaia e migliaia di attività con conseguenti sospensioni dal lavoro o licenziamenti per centinaia di migliaia di lavoratori, mentre l’ISTAT richiama l’attenzione sull’incombente rischio di precipitare in condizioni di povertà relativa per quasi un quarto della popolazione italiana.

Le misure finora adottate si sono rivelate purtroppo insufficienti a fronteggiare una situazione che appare in peggioramento, e alcune evidenziano problemi di attuazione da correggere urgentemente, come la tassazione dei superprofitti delle imprese produttrici e fornitrici di beni energetici, mentre resta sullo sfondo il piano di emergenza energetica per il prossimo inverno, con ipotesi di razionamento del gas malgrado le direttive sul risparmio dei consumi energetici. Ora anche la Commissione Europea, con il discorso sullo stato dell’unione della Presidente Ursula von der Leyen del 14 settembre scorso, sembra essersi convinta della necessità di varare un piano che prevede il contingentamento dei consumi, la tassazione di extra e super-profitti, utili anche a finanziare misure straordinarie di sostegno alle famiglie e alle imprese in difficoltà, e la ricerca di un accordo sulla fissazione di un tetto ai prezzi dell’energia, che postulerebbe anche una politica di acquisti comune; ma tali misure, che ricalcano in parte quanto già adottato sia dall’Italia che da altri Paesi, dovrebbero essere più incisive di quanto ipotizzato e, soprattutto, di più diretta e semplificata applicabilità.

È una situazione delicatissima, che porta oggi le associazioni dei consumatori ad annunciare per il mese di ottobre iniziative di mobilitazione e protesta che saranno attivate in ambito nazionale, da condividere con i sindacati dei lavoratori, le organizzazioni di categoria dell’agricoltura, dell’industria e dell’artigianato, del commercio e della cooperazione e delle altre forze sociali organizzate in associazioni di volontariato, ambientaliste, culturali, studentesche, ecc. insieme alle quali dar vita alle più opportune azioni comuni intorno a proposte condivise, con il fine di spingere il Governo ad adottare misure efficaci di contrasto all’inflazione e alle speculazioni che ne influenzano pesantemente il corso, per affrontare questa emergenza e per realizzare riforme strutturali in tema di tutele dei cittadini, lavoratori e consumatori e di controllo dei prezzi nel mercato energetico e dei generi di consumo, ma anche di rilancio degli investimenti, di sostegno alle imprese in difficoltà e di implementazione della transizione energetica.

A tal fine, le Associazioni dei consumatori propongono una grande assemblea dei quadri e attivisti che si prevede di tenere in rete il prossimo 18 ottobre – aperta alle forze sociali che condivideranno le ragioni e le modalità delle iniziative da assumere insieme e i temi e le proposte aggiornate contenute nella piattaforma consumerista del 6 aprile scorso, su cui hanno sviluppato la mobilitazione contro il caro-vita e contro il caro-energia che ha dato luogo alla manifestazione unitaria delle “Pentole vuote” il 10 giugno in tutte le principali città italiane e il 21 settembre scorso a Genova, temi e proposte che di seguito sono sinteticamente riepilogati:

–    Disporre una sospensione dei distacchi di energia elettrica e gas, ampliando e migliorando gli accordi per la rateizzazione lunga delle bollette, anche tramite una specifica garanzia pubblica, istituendo una procedura speciale presso il Servizio Conciliazione Clienti Energia di Arera.

–    Definire la casistica di morosità incolpevole, allargandola alle difficoltà sopravvenute per i nuclei familiari anche ai fini dell’accesso al bonus sociale per elettricità e gas, del quale va ampliata la platea dei beneficiari, innalzando le soglie ISEE fino almeno a 20mila euro e aumentando in forma modulata gli importi erogati.

–    Applicare una normativa più chiara e rigorosa sul divieto alle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura energetica, da estendere ai rinnovi e impedendone la risoluzione unilaterale ai fornitori.

–    Liberare il mercato dell’energia (elettricità, gas e carburanti) dalle speculazioni e dalla volatilità dei mercati, disaccoppiando la formazione dei prezzi di elettricità e gas e fissando valori di riferimento per i regimi tutelati secondo la media ponderata dei costi di approvvigionamento e produzione dalle differenti fonti, imponendo, conseguentemente, una soglia massima di oscillazione dei prezzi sul mercato libero.

–    Non applicare l’IVA sulle accise sui carburanti e contingentarne il carico fiscale alla media europea; sterilizzare l’IVA sulla materia prima fino a un valore massimo uguale al carico delle accise e prorogare, almeno fino a fine anno, il taglio di 30 cent sulle accise sui carburanti. Rimodulare le aliquote Iva sui generi alimentari e di largo consumo, riducendone sensibilmente il carico, fino al suo azzeramento su alcuni prodotti essenziali includendo il pellets. Prevedere la deducibilità integrale dei titoli di viaggio per lavoratori e studenti pendolari e forti agevolazioni fino alla gratuità di alcuni servizi e forniture, come mense e libri di testo scolastici.

–    Avviare una riforma complessiva degli oneri generali di sistema che gravano in bolletta, che comprendono molte voci ormai obsolete o ingiustificate, esentando il loro ammontare dalla base imponibile IVA, che va comunque ridotta strutturalmente al 10% sulla totalità dei consumi.

–    Istituire un Albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia, da accreditare in base a requisiti di solidità patrimoniale e garanzie finanziarie, esperienza e competenza industriale, correttezza commerciale, impegno per la sostenibilità.

–    Ampliare le misure di supporto e operare una semplificazione amministrativa per favorire la nascita e la gestione delle Comunità energetiche rinnovabili, anche qualificandone alcuni modelli come Enti del terzo settore, varando subito i decreti e regolamenti attuativi mancanti.

–    Prevedere un Fondo di sostegno per le fasce meno abbienti per la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica degli immobili, anche ai fini dello sviluppo delle energie rinnovabili e del contenimento dei consumi energetici, e per istituire uno specifico intervento di contrasto della povertà energetica.

–    Migliorare formalmente e sostanzialmente le misure adottate in Italia, rafforzandole alla luce delle proposte di regolamento della Commissione UE, sul contenimento dei costi dell’energia, innalzando fino al 100% la tassazione sui superprofitti straordinari delle aziende fornitrici di energia da fonti fossili superiori alla soglia ammessa e diminuendo il limite di compenso massimo ai produttori inframarginali.

–    Rafforzare decisamente i compiti di sorveglianza e i poteri sanzionatori delle Autorità indipendenti e di Mr. Prezzi, allargandone il campo d’intervento e le funzioni di coordinamento delle istituzioni centrali e periferiche dello Stato preposte al controllo, vigilanza e repressione di abusi e speculazioni, instaurando anche un rapporto diretto con le Associazioni dei consumatori riconosciute.

–    Attivare presso le prefetture dei comitati territoriali di sorveglianza sui prezzi, coinvolgendo i Crcu, per monitorarne l’andamento e contrastare fenomeni speculativi in sinergia con Mr. Prezzi.

–    Consultazione preventiva delle Associazioni dei Consumatori e degli Utenti riconosciute per l’assunzione di provvedimenti in materia di prezzi e politica energetica.

Energia: prezzo del gas alle stelle. Il danneggiamento del gasdotto Nord Stream fa aumentare ulteriormente costi e incertezze sulle forniture.

Piove sul bagnato: non bastavano i già notevoli aumenti registrati sulla bolletta del gas, ora a peggiorare la situazione contribuisce il presunto sabotaggio al gasdotto Nord Stream.

Secondo le prime ipotesi si tratterebbe di un danneggiamento volontario, che ha causato “danni senza precedenti” a tre linee del gasdotto, i cui gestori hanno reso noto che “è impossibile in questo momento stimare la tempistica per la ripresa delle operazioni di ripristino”.

Sono molte le ipotesi che circolano in queste ore circa le responsabilità di questo grave sabotaggio: quel che è certo è che tale atto accrescerà l’incertezza sulle forniture, oltre che i prezzi del gas, già alle stelle.

Tutto ciò sta determinando, già in queste ore, incredibili picchi del costo del gas, che sul mercato di Amsterdam è cresciuto fino al +12% (toccando quota 194,7 euro al MWh). Costi improponibili, su cui pesa fortemente anche la componente speculativa, che i governi e l’UE devono contrastare con urgenza.

Già oggi la bolletta del gas per una famiglia tipo è aumentata del +70,7% rispetto ai 12 mesi precedenti, ora bisognerà attendere il consueto aggiornamento tariffario da parte di Arera, in programma il 30 settembre, su cui inciderà anche tale danneggiamento, determinando un incremento, solo per questo fattore, che secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ammonterà ad almeno il 5,9% sul costo della materia prima.

Ecco perché il nuovo Governo, non appena insediato, come prima cosa adotti misure urgenti per contenere i costi dell’energia e ridurre il fenomeno della povertà energetica, attraverso:

– la sospensione dei distacchi per morosità di energia elettrica e gas, ampliando e migliorando gli accordi per la rateizzazione lunga delle bollette;

– la definizione della casistica di morosità incolpevole, allargandola alle difficoltà sopravvenute per i nuclei familiari anche ai fini dell’accesso al bonus sociale per elettricità e gas, del quale va ampliata la platea dei beneficiari, innalzando le soglie ISEE fino almeno a 20mila euro e aumentando in forma modulata gli importi erogati;

– misure in grado di liberare il mercato dell’energia (elettricità, gas e carburanti) dalle speculazioni e dalla volatilità dei mercati;

– il mantenimento del regime di mercato tutelato per energia elettrica e gas;

– una riforma complessiva degli oneri generali di sistema che gravano in bolletta, che comprendono molte voci ormai obsolete o ingiustificate;

– il recepimento migliorativo delle misure proposte nel regolamento della Commissione UE sul contenimento dei costi dell’energia, innalzando fino al 100% la tassazione sui superprofitti straordinari delle aziende fornitrici di energia da fonti fossili superiori alla soglia ammessa e diminuendo il limite di compenso massimo ai produttori inframarginali.

Per rivendicare queste e altre importanti operazioni indispensabili, in questa fase, per contenere i prezzi le Associazioni dei consumatori sono pronte a tornare a manifestare il disagio e le difficoltà dei cittadini: è in programma il prossimo 18 ottobre una grande assemblea online, aperta alle forze sociali che vorranno condividere le ragioni e le modalità delle iniziative da assumere.

Fatturazione a 28 giorni: la Cassazione sancisce una volta per tutte l’obbligo di erogazione automatica dei rimborsi. Federconsumatori a disposizione degli utenti coinvolti per informazioni e assistenza.

Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha messo una volta per tutte la parola fine alla annosa questione della fatturazione a 28 giorni. Il pronunciamento n. 26164/2022 rende infatti definitiva la sentenza con cui nel 2020 il Consiglio di Stato ha confermato l’inammissibilità dell’impugnazione al TAR Lazio da parte di Fastweb e Vodafone della delibera AGCom che ha imposto il ritorno alla fatturazione mensile e comminato una sanzione indennitaria per la condotta sleale, con previsione di indennizzi automatici a favore degli utenti. La sentenza della Cassazione sancisce definitivamente ciò che noi abbiamo sostenuto fin dall’inizio della vicenda: l’obbligo per i gestori di applicare il meccanismo automatico nell’erogazione dei ristori ai clienti interessati da una pratica scorretta che, peraltro, ha comportato un aumento surrettizio delle tariffe dell’8,6%. I gestori si sono strenuamente opposti, a colpi di ricorsi e cavilli burocratici, all’applicazione di tale criterio ma ora non ci sono ulteriori vie da percorrere: l’automatismo deve essere applicato.

Visto il lungo lasso di tempo trascorso, molti utenti, ovviamente, si sono infine adeguati alla via preferita dagli operatori, che hanno messo a disposizione procedure ad hoc per richiedere il rimborso, evitando appunto qualsiasi automatismo e confidando nella rinuncia alla richiesta da parte degli utenti, viste le complesse procedure. Tuttavia, considerando che in seguito al pronunciamento della Cassazione le sedi Federconsumatori hanno ricevuto un consistente numero di richieste di chiarimenti al riguardo, riteniamo opportuno ricordare agli utenti coinvolti che non abbiano già ottenuto il ristoro dovuto dalla compagnia telefonica di verificare la presenza del rimborso nella prossima fattura. Nel caso in cui la somma dovuta non sia presente, esortiamo i cittadini a rivolgersi alle sedi Federconsumatori presenti in tutta Italia per la presentazione di un reclamo.

Ricordiamo infine che le utenze coinvolte sono quelle di telefonia fissa o fisso-mobile (le cosiddette utenze convergenti) e che il periodo in questione va dal 23 giugno 2017 fino alla ripresa della fatturazione mensile, che deve essere avvenuta non oltre il 5 aprile 2018. La somma da ottenere può variare, naturalmente, in base al contratto sottoscritto: mediamente va dai 30 ai 50 euro.

Commercio: se Conad Nord-Ovest vuole aiutare le famiglie a pagare le bollette si concentri sulla riduzione dei prezzi, non le inciti al gioco d’azzardo! Ingannevole e fuorviante la campagna “Bonus Bolletta”.

Ci sono limiti al marketing? Pare di no nel caso di Conad Nord-Ovest, azienda commerciale presente in diverse Regioni, ed in particolare in Toscana.

L’azienda ha infatti lanciato, in questi giorni, una campagna dal titolo “Bonus Bolletta”, pensata, a detta dell’Amministratore Delegato, per proteggere le famiglie dal caro bollette.

L’azienda, probabilmente in sostituzione di altre iniziative, ha deciso di investire a livello nazionale la più che modesta cifra di 625.000 euro (pari allo 0,01% del fatturato 2021) per un’iniziativa che non ha assolutamente nulla a che vedere con le bollette. Non si tratta, infatti, di un’iniziativa commerciale che, in qualche modo, attenua gli effetti su cittadini e famiglie meno abbienti delle mega-bollette, ma di una mera operazione di marketing, che sfrutta un momento drammatico per cittadini e famiglie giocando ambiguamente e in modo del tutto fuorviante su una cosa seria: il vero Bonus Sociale Bollette. Quest’ultimo è una misura del Governo che riguarda milioni di famiglie a basso reddito, modulata sulla base del Reddito Isee. Una iniziativa utile e seria, della quale Federconsumatori chiede da tempo il miglioramento, con l’aumento degli importi e l’estensione della platea dei beneficiari anche oltre i limiti reddituali decisi dal Governo.

“L’aiuto” di Conad è invece tutt’altro: chi farà una spesa oltre i 50 euro riceverà un codice Pin con il quale tentare la fortuna in rete, con il meccanismo Instant-win, la stessa tipologia dei Gratta&Vinci. Si tratta, nei fatti, di un vero e proprio gioco d’azzardo, altro che di “un concreto aiuto per la bolletta”, come promesso dall’azienda!

Nei 600 punti vendita saranno distribuiti 5.000 buoni spesa da 100 euro, pari a 8 vincite medie per ogni negozio. Infine, dopo altri premi minori, il gioco d’azzardo di Conad Nord-Ovest premierà un solo consumatore mediante l’estrazione di un buono spesa di 2.500 euro.

Siamo di fronte ad una iniziativa che associa ai modesti contenuti economici un inaccettabile e scorretto riferimento a misure serie e reali per contenere l’effetto bollette, facendo leva sulla difficoltà e sulle precarie condizioni economiche delle famiglie.

Al messaggio ingannevole si sommano due fattori ulteriori: in un paese dove il gioco d’azzardo ha superato il fatturato di 100 miliardi, tutte le iniziative che lo incentivano non sono affatto condivisibili; inoltre, questa operazione significherà per Conad l’acquisizione di una serie di dati personali degli utenti utili per ulteriori attività di marketing, proprie o di terzi.

In una stagione dove i dati ISTAT consegnano un incremento del 10% nel costo del carrello della spesa il contenimento dei prezzi dovrebbe essere la priorità di Conad e della Grande Distribuzione. In questo modo si fornirebbe un aiuto concreto e reale alle famiglie. Su questo ci si dovrebbe concentrare, lasciando perdere iniziative di marketing non condivisibili, che lasciano trapelare un messaggio sbagliato e inaccettabile: che con il gioco d’azzardo si possano persino pagare le bollette.

Mutui: con i tassi in rialzo crescono i costi di prestiti e mutui. Per chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile la rata, in nove mesi, è aumentata mediamente di +59,45 euro al mese.

Il rialzo dei tassi operato dalla BCE nelle scorse settimane, nel tentativo di fermare la corsa dell’inflazione, avrà ripercussioni importanti per i cittadini. Gli effetti principali si vedranno, infatti, sulle rate di prestiti e finanziamenti, ma soprattutto su quelle ben più onerose dei mutui, che già hanno iniziato la loro corsa al rialzo.

L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi dei mutui, a tasso variabile e a tasso fisso, nel 2021 e nel 2022, rilevando preoccupanti tendenze al rialzo, destinate a peggiorare.

Nel dettaglio, stipulando un mutuo a tasso fisso oggi, si avrebbe una rata più onerosa mediamente del 24% rispetto a quella di un mutuo a tasso fisso stipulato a dicembre 2021. Il relativo costo di un mutuo a tasso fisso di 115.000 euro per 25 anni, per esempio, aumenta mediamente di 31.769,40 € nel 2022. Una somma impressionante, se si pensa che equivarrebbe a circa 57 rate mensili di un mutuo stipulato ai tassi odierni.

La situazione è decisamente peggiore per chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile: infatti, se nel caso appena descritto la differenza di costo è solo ipotetica, considerando la stipula effettuata a diverse condizioni contrattuali in momenti diversi, nel caso del mutuo a tasso variabile invece l’aumento incide direttamente sui pagamenti in corso e, quindi, sulle tasche dei cittadini.

Nel caso di un mutuo a tasso variabile, di 115.000 euro per 25 anni, la rata mensile ha subito un aumento medio del +14%. Questo si traduce in un aggravio di +59,45 euro al mese, ovvero +713,38 euro annui. Di fatto, una rata, oggi, è pari a circa 1,7 volte il valore della rata di dicembre 2021.

Cifre che, viste le attuali prospettive economiche, sono destinate con tutta probabilità ad aumentare.

In tal senso chiediamo al Governo che sarà eletto e, soprattutto, a Banca d’Italia di vigilare attentamente sull’andamento dei tassi applicati sui mutui, affinché, oltre ai “normali” aumenti, non si aggiungano fenomeni speculativi da parte degli istituti di credito.

Inoltre, è indispensabile, in una fase delicata e complessa come quella attuale, prevedere un ampliamento del fondo di solidarietà per i mutui sulla prima casa c.d. Gasparrini.

Di seguito le tabelle con i costi e i tassi in dettaglio.

Mutuo a tasso fisso di 115.000 per 25 anni
tasso 2021 tasso 2022 rata 2021 rata 2022 Var. %
Banca 1 1,45 3,00 457,23 € 545,34 € 19%
Banca 2 1,15 3,10 441,26 € 544,29 € 23%
Banca 3 0,98 3,10 432,36 € 551,34 € 28%
Banca 4 1,05 3,20 436,01 € 557,38 € 28%
Banca 5 1,48 3,32 466,68 € 564,68 € 21%

 

Mutuo a tasso fisso
Costo effettivo stipulando un mutuo nel 2021 Costo effettivo stipulando un mutuo nel 2022 Variazione    in euro
Banca 1 137.169,00 € 163.602,00 € 26.433,00 €
Banca 2 132.378,00 € 163.287,00 € 30.909,00 €
Banca 3  129.708,00 € 165.402,00 € 35.694,00 €
Banca 4 130.803,00 € 167.214,00 € 36.411,00 €
Banca 5 140.004,00 € 169.404,00 € 29.400,00 €

 

Mutuo a tasso variabile di 115.000 per 25 anni
tasso 2021 tasso 2022 rata 2021 rata 2022 Var. %
Banca 1 0,80 1,45 417,97 € 457,23 € 9%
Banca 2 0,94 1,71 433,40 € 463,25 € 7%
Banca 3 0,60 1,85 413,10 € 479,08 € 16%
Banca 4 0,70 2,44 417,96 € 512,33 € 23%
Banca 5 0,98 2,56 451,84 € 519,62 € 15%

 

Mutuo a tasso variabile
Aumento della rata (in termini annui) Rapporto con rata iniziale
471,12 € 1,1
358,20 € 0,8
791,76 € 1,9
1.132,44 € 2,7
813,36 € 1,8

Inflazione: il tasso ad agosto si attesta al +8,4% con ricadute di +2.503,20 Euro annui a famiglia. Gli aumenti colpiscono in maniera disuguale, aumentando le disparità.

L’Istat rileva una ennesima salita del tasso di inflazione che, ad agosto, si attesta al +8,4% su base annua, il dato più elevato dal 1985.

Un dato estremamente preoccupante, soprattutto se si considera l’impennata del tasso relativo al carrello della spesa, che cresce del +9,7%: il dato più elevato da giugno 1984.

Con l’inflazione a questi livelli l’aggravio per ciascuna famiglia sarà, in termini annui, di +2.503,20 Euro, di cui +543,20 Euro solo nel settore alimentare.

Aumenti rilevanti, che incidono sui settori fondamentali della spesa delle famiglie, quelli dell’energia (+44,9%) e dell’alimentazione (+8%).

Questi rincari sono particolarmente gravi perché colpiscono in maniera disuguale le famiglie e le aree del Paese, aumentando le disparità e le disuguaglianze a svantaggio delle famiglie meno abbienti e delle zone più fragili.

Per questo è necessario ed urgente che il Governo intervenga, con provvedimenti in grado di arginare la spirale di crisi che si sta innestando, fatta di rinunce, riduzione dei consumi, cali produttivi. Una spirale che colpisce e impoverisce l’intero sistema economico.

“In tale quadro è indispensabile adottare ulteriori misure di sostegno dei redditi operando, da un lato, una riforma delle aliquote IVA, delle accise e degli oneri generali di sistema in bolletta, dall’altro, un potenziamento degli interventi per arginare l’emergenza sul piano economico e sociale.” – afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori.

Riscaldamento: nell’autunno-inverno 2022-2023 le famiglie pagheranno caro il risaldamento. Dal gas al pellet, gli aumenti variano dal +49% al +99%.

Sarà un autunno difficile, pieno di rincari e rinunce per le famiglie: uno dei fronti “più caldi” sarà proprio il riscaldamento. Gas, gasolio riscaldamento, pellet: qualunque sia la tipologia di alimentazione della caldaia utilizzata, gli aumenti saranno salatissimi.

Federconsumatori ha effettuato uno studio sui costi che le famiglie dovranno sostenere per il riscaldamento nell’autunno-inverno 2022-2023.

Gli aumenti variano dal +49% per il gasolio riscaldamento, al +62% per il gas in regime di maggior tutela, al +99% per il pellet.

Nel dettaglio, per scaldare un appartamento di 100 metri quadri:

  • Gas metano

Stando all’ultimo aggiornamento delle tariffe del gas da parte di Arera, ad oggi (III trimestre 2022 su III trimestre 2021) l’incremento del costo del gas è pari al +46%. Prevediamo, visto l’andamento dei mercati, che sulla bolletta relativa al riscaldamento, vi sarà un incremento complessivo del +62%, con una spesa di 1.479 Euro nel 2022-2023, rispetto ai 912 Euro del 2021-2022.

  • Gasolio riscaldamento

Nel caso il proprio impianto sia alimentato a gasolio (questa è la tipologia più diffusa di caldaie condominiali) la spesa ammonterà, quest’anno, a 2.309 Euro, il +49% rispetto al 2021-2022 (1.545 Euro annui).

  • Pellet

Nel caso, invece, il proprio impianto sia alimentato da una caldaia a pellet, il rincaro sarà ancora più rilevante: il costo di un sacco da 15 kg di pellet è infatti raddoppiato rispetto allo scorso anno, passando da 5 Euro a 10 Euro. Per riscaldare la tipologia di appartamento preso in esame una famiglia spenderà, quindi, 1.333 Euro nel 2022-2023, il 99% in più rispetto ai 670 Euro del 2021-2022.

Aumenti che si riverberano sui beni di largo consumo e che solo in parte sono giustificati dall’andamento inflattivo e dal conflitto in Ucraina: ecco perché chiediamo interventi immediati del Governo per sostenere famiglie e imprese e un piano capace di ridurre strutturalmente l’impatto delle attività finanziarie sui mercati all’ingrosso dell’energia, insieme con il rafforzamento dei poteri e del raggio di azione di Mr. Prezzi, anche attraverso appositi comitati territoriali di vigilanza, per contrastare ogni fenomeno speculativo.

Energia: non solo rincari, a peggiorare la situazione delle famiglie contribuiscono i comportamenti scorretti e illegittimi dei venditori.

Nel Paese e soprattutto nelle tribune elettorali il tema dell’energia è al centro del dibattito. Tra differenziazione degli approvvigionamenti, tetti al prezzo e agli aumenti, disgiunzione del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, le proposte oggetto di campagna elettorale sono molte, più o meno condivisibili.

In particolare, l’ipotesi di scollegare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas fa parte, da tempo, delle proposte che abbiamo avanzato al Governo e della piattaforma unitaria delle Associazioni dei consumatori. Questa propone l’adozione della media ponderata  dei costi di approvvigionamento delle diverse fonti per la determinazione del prezzo medio nazionale sul mercato tutelato dell’energia, il quale va ulteriormente prorogato rispetto alle prossime scadenze. Ben venga, anche, l’applicazione di un tetto agli aumenti dei prezzi dell’energia, che stanno diventando proibitivi per le famiglie e per le imprese, e il rafforzamento delle misure di sostegno ai soggetti deboli, insieme all’ estensione della platea dei beneficiari.

In quest’ottica auspichiamo un intervento rapido da parte del Governo: ci troviamo in una fase in cui, piuttosto che fare a gara per rivendicare la paternità delle diverse proposte, è opportuno agire per il bene del Paese, attraverso misure che non si limitino più ad avere carattere emergenziale ma che siano strutturali, in grado di fronteggiare una crisi che non si prevede di breve periodo.

Oltre a ciò, è indispensabile che l’ARERA e AGCM intervengano per regolare un mercato interno ancora troppo caratterizzato da scorrettezze e comportamenti illegittimi dei venditori di energia, che si stanno approfittando della situazione di difficoltà ed incertezza delle famiglie: a questo risponde l’adozione di un vero e proprio albo dei fornitori, che sappia accreditare i soggetti in possesso di validi requisiti tecnici, finanziari, industriali e commerciali e inibire l’attività di chi, invece, non li possiede.

L’art. 3 del Decreto Aiuti bis prevede, infatti, che fino alla prossima primavera le aziende fornitrici di gas e luce non potranno aumentare i costi delle nostre bollette, nemmeno utilizzando la scappatoia del diritto di recesso.

Nonostante ciò, alcune società, ignorando il divieto imposto, stanno continuando a proporre modifiche contrattuali in modo del tutto arbitrario ed illegittimo: sono numerosi i consumatori che ci stando segnalando i tentativi di contatto, sia telefonico che online, da parte di alcune aziende fornitrici. Ma vi è di più: a coloro che hanno un contratto in scadenza entro settembre 2022, le modifiche unilaterali vengono “camuffate” come proposta di rinnovo dell’offerta in scadenza, di fatto mettendo in atto un goffo tentativo di eludere la normativa in vigore.

Monitoreremo attentamente questi fenomeni e siamo pronti a raccogliere tutte le segnalazioni che gli utenti ci invieranno, al fine di intraprendere ogni azione necessaria a tutelare i diritti degli utenti.

Invitiamo tutti i cittadini a rivolgersi ai nostri sportelli, presenti su tutto il territorio nazionale, per ricevere informazioni e/o assistenza in merito.