ATTACCO ALLA CGIL: Fermare subito la pericolosa deriva antidemocratica. Gruppi neofascisti cavalcano la protesta no vax

Federconsumatori esprime piena solidarietà alla CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro, la cui storica sede di Corso d’Italia è stata oggetto di un vile attacco squadrista.
Dietro le frange più estreme di no vax e no green pass si celano pericolosi gruppi neofascisti, pronti a mostrare il volto più oscuro delle forze antidemocratiche.
Questa deriva va fermata, ORA.
Saremo in prima linea al presidio indetto domani alle ore 10:00 per rivendicarlo a gran voce.

DAZN: dopo le ripetute segnalazioni di Federconsumatori, finalmente un intervento di AGCom a tutela degli abbonati. L’azienda non può più nascondersi: gli utenti hanno diritto ad un servizio di qualità.

Anche in seguito alle sollecitazioni e alle segnalazioni più volte trasmesse da Federconsumatori, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha finalmente adottato un provvedimento di urgenza nei confronti di Dazn per i ripetuti e diffusi disservizi riscontrati nella trasmissione in live streaming delle partite di calcio della serie A di calcio. Oltre ad aver accertato le criticità segnalate da Federconsumatori relativamente alla insufficiente qualità del servizio, AGCom ha confermato le criticità da noi evidenziate in merito alle pressoché inesistenti contromisure adottate dalla società e all’inadeguatezza del customer care. Accogliamo pertanto con grande soddisfazione il provvedimento con cui l’Authority intima a Dazn di adottare “ogni accorgimento funzionale a prevenire i malfunzionamenti della propria piattaforma” nonché di garantire “un servizio di assistenza clienti efficace ed efficiente, che preveda la possibilità di un contatto diretto con una persona fisica”.

In questi giorni abbiamo contestato con forza la politica dell’azienda, che ha addirittura negato che si stessero verificando importanti malfunzionamenti e che dall’inizio del campionato non ha in alcun modo rispettato il diritto degli utenti ad usufruire di un servizio di qualità. Blocchi del video, interruzioni di trasmissione, assenze di segnale, problemi di audio e prolungati blackout sono solo alcuni dei numerosi disservizi che gli abbonati sono stati costretti a sopportare, del tutto impotenti ed inermi nei confronti di una piattaforma che, dopo aver triplicato il costo del canone mensile, non mette a disposizione un adeguata assistenza agli abbonati e che ha persino rifiutato di erogare alla totalità della clientela una compensazione per i disagi subìti.

Valutiamo inoltre positivamente l’avvio da parte della stessa AGCom di un procedimento per definire i parametri di qualità dei servizi di trasmissione in live streaming da parte della società Dazn e le soglie ed i criteri per l’erogazione di indennizzi agli abbonati.

Il fatto che anche l’Authority abbia riconosciuto e accertato la fondatezza delle nostre segnalazioni dà ancora più forza alla nostra iniziativa ed azione per impedire a Dazn di continuare impunemente ad adottare comportamenti lesivi dei diritti dei consumatori. Rinnoviamo inoltre l’invito a chiunque abbia necessità di informazioni e assistenza a rivolgersi ad una delle sedi Federconsumatori presenti su tutto il territorio nazionale.

Salute: Pieno sostegno al disegno di legge di riforma della rete d’emergenza 118. Le esigenze dei cittadini prevalgano sugli interessi corporativi.

Federconsumatori e Società Italiana Sistema 118 ribadiscono il pieno sostegno al disegno di legge n.1715 del 2020 presentato dalla Senatrice Castellone per la riforma del sistema 118.

In questa vicenda così delicata e importante la preoccupazione di tutti dovrebbe essere la progressiva trasformazione delle ambulanze in semplici vettori di trasporto, privi delle necessarie professionalità.

Da sempre siamo contrari alla dequalificazione diffusa del servizio 118. Un disegno di chi ha perso la via maestra della centralità del cittadino da salvare ed ha scientemente confuso il principio base dei soccorsi, ovvero il trasferimento nel minor tempo possibile presso il centro di cura specialistico, con il trasferimento verso il pronto soccorso più vicino. Si è sancita così una perdita evitabile di vite umane per ritardi dovuti ad ingiustificabili triangolazioni da un pronto soccorso all’altro, invece di trasferimenti diretti dal luogo d’evento al centro di specialità.

Alla luce di tutti i limiti dimostrati già prima della pandemia, ed ancor più a seguito della stessa, da una fallimentare visione ospedalocentrica e attenta solo all’equilibrio di bilancio della sanità pubblica, si rende impellente un intervento normativo volto a difendere e valorizzare la rete d’emergenza urgenza, per assicurare al cittadino un soccorso qualificato e tempestivo sui territori.

Riteniamo, nell’interesse dei cittadini, il sistema debba essere fondato sui seguenti punti:

  • Garanzia della chiamata diretta alle centrali operative di risposta tramite il numero nazionale 118, senza inutili e dannose intermediazioni che dilatino i tempi di soccorso, pur preservando la concorrente presenza del numero 112;
  • Difesa e potenziamento delle centrali operative esistenti a base territoriale provinciale, munite dei più moderni sistemi di geolocalizzazione, con organizzazione dipartimentale di coordinamento partecipativa di tutte le professionalità coinvolte e delle realtà associative, di volontariato e di tutela, senza inutili e costose centralizzazioni regionali;
  • Affidamento esclusivo dei soccorsi primari a team specialistici medico-infermieristici evitando pericolosa dequalificazione del servizio;
  • Standard numerico minimo dei mezzi dedicati ai soccorsi primari tarato sul reale fabbisogno territoriale ed in ogni caso con la garanzia di legge di tempi massimi di attesa.

Ci auguriamo che il Senato, prima di assumere una decisione in materia, ascolti il parere di Federconsumatori e Società Italiana Sistema 118, impegnate a tutelare il “diritto” dei cittadini ad un soccorso degno di questo nome e non a suoi tristi surrogati, come l’esperienza comune ci ha insegnato.

Carburanti: Dopo energia elettrica, gas, benzina e gasolio, volano anche metano e GPL. Si teme per l’inverno un nuovo picco dei costi per il riscaldamento: +19%. Necessarie politiche di sistema per tutelare le famiglie più vulnerabili.

Vola ancora il costo dei carburanti: stavolta a segnare nuovi record sono i prezzi di metano e GPL, che raggiungono rispettivamente picchi di 2 Euro al litro e di 0,79 Euro al litro.

Un andamento allarmante, dovuto all’aumento delle quotazioni del gas (per quanto riguarda il metano) e dei prezzi di contratto per ottobre (per il GPL): il risultato è una vera e propria stangata per i consumatori, che ammonterà a circa +132 Euro annui.

Aumenti che si aggiungono a quelli esorbitanti già previsti nella bolletta della luce ed in quella del gas e che fanno temere il peggio per l’inverno in arrivo. Si prospetta, infatti, un ulteriore rincaro dei costi per il riscaldamento, che potrebbe raggiungere i picchi del 2012.

Secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori il costo del gasolio riscaldamento subirà un’impennata del +19%, facendo registrare una spesa media annua, per una famiglia media in appartamento di 100 metri quadrati, di oltre 1.400 Euro.

Spesa annua per il riscaldamento per un appartamento di c.ca 100 m2
 

Media Italia

€    1.475,50

 

È evidente l’urgenza di correre ai ripari e adottare politiche di sistema tese a contenere gli aumenti: a maggior ragione alla luce delle dichiarazioni del Ministro Cingolani che si augura un calo dei prezzi del gas dopo il primo trimestre 2022.

Stiamo affrontando una nuova fase nel mercato dell’energia, a cui bisogna rispondere tutelando le famiglie più vulnerabili e arginando il fenomeno della povertà energetica, senza, però, commettere l’errore e la contraddizione di frenare il necessario sviluppo delle rinnovabili.

Ecco perché, come rivendichiamo da tempo, siamo convinti sia necessario il massimo sforzo per coordinare a livello europeo l’acquisto delle materie prime: proprio in tal senso arriva da Spagna e Francia la proposta di una piattaforma UE per i contratti di gas naturale, in modo da far fronte comune contro la congiuntura dei prezzi dell’energia.

Inoltre, a livello nazionale, è indispensabile mettere in campo misure più determinate in direzione della riforma di oneri di sistema e accise, eliminando l’applicazione dell’IVA su altre tasse e spostando alcune componenti sulla fiscalità generale (a partire proprio dagli incentivi per le fonti rinnovabili). Riteniamo improrogabile in questa fase, inoltre, che il Governo si impegni a promuovere un accordo di sistema tra autotrasportatori e reti di vendita dei carburanti, per evitare ulteriori rincari. È fondamentale monitorare e arginare i fenomeni speculativi.

Questa emergenza richiede la collaborazione di tutti: ecco perché chiediamo al Governo di ascoltare la voce dei cittadini e le proposte delle associazioni che ne tutelano gli interessi ed i diritti.

Energia: l’Arera aggiorna le tariffe +29,8% per l’elettricità e +14,4% per il gas. L’intervento del Governo insufficiente a contenere gli aumenti.

Come di consueto l’Autorità per l’Energia ha aggiornato le tariffe trimestrali per l’energia elettrica e il gas. Seppure più “contenuti” rispetto a quanto paventato nelle settimane scorse gli aumenti ci saranno e saranno notevoli: si prevede, infatti un incremento del +14,4% per il gas e +29,8% per l’elettricità.

Aumenti incredibili che evidenziano quanto ci sia ancora da fare per calmierare i prezzi in questo settore e come si siano rivelate insufficienti le operazioni messe in atto finora da parte del Governo.

Alla luce di tale andamento per la spesa annuale per la famiglia-tipo sarà di circa 631 euro, con una variazione del +30% rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 145 euro su base annua). Per il gas, invece, la spesa della famiglia tipo ammonterà a circa 1.130 euro, con una variazione del +15% circa rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 155 euro su base annua).

“Per l’elettricità – rileva l’Autorità – la spesa annua del 2021 è superiore di circa il 13% rispetto a quella pre-Covid del 2019, mentre per il gas si è sostanzialmente tornati ai livelli del 2019.

 

Un andamento allarmante, soprattutto dal momento che le dinamiche che lo determinano non sono episodiche, bensì testimoniano una tendenza che andrà crescendo nei prossimi anni. Per questo è necessario che l’azione dell’Autorità e del Governo sia determinata e di carattere strutturale: deve prevedere misure adeguate a far fronte alla nuova domanda di energia. In tal senso ben venga utilizzare, come avevamo proposto, i proventi dei permessi per l’emissione di CO2, ma è necessario fare molto di più: bisogna prevedere misure proporzionate alle condizioni delle famiglie (non facendo pesare gli oneri di sistema su tutti gli utenti nella stessa misura) e destinate a promuovere sempre di più le comunità energetiche e la produzione di energia pulita.

Nel dettaglio continuiamo a rivendicare un insieme di misure mirate e realmente utili a determinare una svolta nella lotta alla povertà energetica e nel processo di transizione energetica, attraverso:

  • Una rimodulazione e riforma degli oneri di sistema e delle accise sui carburanti. In tal senso è fondamentale eliminare dagli oneri di sistema le voci obsolete e ingiustificate (ad esempio quella che prevede il sostegno dei regimi tariffari speciali per il servizio ferroviario). Inoltre è necessario applicare l’IVA solo sui costi della materia prima e non su importi già comprensivi di altre tasse.
  • Lo spostamento di alcuni incentivi (a partire da quello per le energie rinnovabili definito dalla componente Asos) sulla fiscalità generale.
  • Un maggiore controllo sulla trasparenza e sulla veridicità delle offerte, nonché sulle pratiche messe in atto da chi vende i contratti di energia, in vista dell’abolizione del mercato tutelato per le famiglie previsto nel 2024.
  • L’istituzione dell’albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia in base a parametri che prendano in considerazione non solo solidità e correttezza e soprattutto il loro impegno nel campo dell’energia sostenibile.
  • Una sospensione, in questa delicata fase, dei distacchi per morosità.
  • L’avvio di politiche di sistema che puntino ad affermare, in maniera più decisa e determinata, la transizione nel nostro Paese
  • La ridefinizione del ruolo dell’Acquirente Unico, che dovrà poter continuare ad acquistare energia verde per la pubblica amministrazione.
  • Una politica degli acquisti di gas ed energia coordinata e gestita a livello europeo, per un approvvigionamento delle risorse più vantaggioso per gli stati membri.

DAZN: compensazione per i disservizi subìti del tutto inadeguata. Estendere la mensilità gratuita a tutti gli abbonati.

Ancora un week end di passione per gli abbonati DAZN. Nonostante la situazione sia meno grave rispetto alla precedente giornata di campionato, in cui si è rivelato impossibile per la stragrande maggioranza degli abbonati assistere alle partite di calcio, in questi giorni non sono mancati problemi e malfunzionamenti. Le sedi Federconsumatori continuano a ricevere copiose segnalazioni, in seguito alle quali abbiamo chiesto un intervento di AGCom a tutela dei diritti degli utenti e abbiamo inoltre inviato alla società formale richiesta di erogazione di un rimborso a tutti gli abbonati.

Proprio in queste ore organi di stampa riportano la notizia del riconoscimento da parte di DAZN di una mensilità gratuita a coloro i quali abbiano riscontrato problemi nella visione. La compensazione tuttavia, non spetterà alla totalità della clientela, poiché sarà la società, a suo insindacabile giudizio, a decidere a chi erogare la gratuità: i “fortunati” riceveranno una comunicazione via mail, contente il link a cui accedere per la richiesta di rimborso.

Vista la ritrosia mostrata fino a questo momento dall’azienda – che in risposta alle nostre precedenti comunicazioni ha persino negato gli evidenti e diffusi malfunzionamenti e ha rifiutato, almeno in un primo momento, qualsiasi proposta di rimborso – viene spontaneo chiedersi con quali mezzi e strumenti e con quale livello di precisione la società sarà in grado di individuare ed identificare i clienti che effettivamente non abbiano avuto la possibilità di visualizzare le partite. E ancora: la compensazione spetterà solo a quanti non siano riusciti affatto ad assistere alle partite oppure verrà erogata anche a coloro i quali abbiano perso solo una parte dell’incontro a cui erano interessati? Al momento non è dato saperlo.
Ciò che è certo è che fino a questo momento i clienti DAZN hanno visto triplicare il canone mensile proprio in seguito all’acquisizione dei diritti per la trasmissione degli incontri di serie A, subendo un considerevole aumento dei costi a fronte di un notevole peggioramento della qualità del servizio.

L’iniziativa di DAZN non può essere considerata sufficiente a compensare i disservizi subìti dagli utenti, meno che mai se adottata con un criterio così selettivo di cui peraltro non sono neanche del tutto chiari i parametri di applicazione: vista la diffusione e soprattutto la pluralità di malfunzionamenti riscontrati – dai problemi di audio al blackout totale passando per i rallentamenti del video – esortiamo quindi la società ad estendere quantomeno la gratuità a tutti i clienti.

Nel frattempo rinnoviamo l’invito a tutti i consumatori a segnalare ulteriori problemi alle nostre sedi presenti su tutto il territorio regionale.

Energia: Basta con gli allarmismi, Federconsumatori fa chiarezza sulle notizie degli aumenti circolate in questi giorni. Ecco alcune misure concrete per scongiurarli.

“Tanto rumore per nulla”: vorremmo fosse questo il titolo che campeggiasse su quotidiani e notiziari nei prossimi giorni, dopo la vera e propria corsa all’allarmismo verificatasi in questi giorni.

Un rilancio al rialzo dei prezzi dell’energia che, oltre a creare panico e preoccupazione, è stato alimentato da notizie imprecise e false, fino ad arrivare a decretare come certi gli aumenti stratosferici delle bollette di luce e gas. Ecco perché riteniamo fondamentale fare un po’ di chiarezza e ristabilire la verità in tale vicenda.

In molti, attraverso un processo di eccessiva sintesi e semplificazione, hanno addossato le colpe dei rincari alla transizione energetica. FALSO! Come sottolinea Timmermans parlando del pacchetto per la transizione energetica Fit for 55 “solo un quinto dell’attuale incremento può essere attribuito alla crescita del prezzo della CO2, il resto dipende dalle carenze del mercato. E se avessimo fatto il Green Deal 5 anni fa non saremmo in questa situazione” – ha poi ammonito, aggiungendo infine che “dovremmo accelerare le cose nella transizione alle energie rinnovabili in modo che l’energia rinnovabile a prezzi accessibili diventi disponibile a tutti.”

Altra notizia falsa circolata in questi giorni riguarda la certezza, addirittura l’ipotesi che tali aumenti siano già avvenuti. FALSO! Come è noto, le tariffe del mercato tutelato sono regolate da ARERA, che le aggiornerà il 28 settembre prossimo. Ci auguriamo che nel frattempo Governo e Autorità intervengano mettendo in atto ogni misura disponibile per calmierare tali tensioni. Forse non è il caso, in questa situazione di incertezza, programmare come si sta facendo l’abolizione del mercato tutelato.

Alla stangata si aggiunge il peso ormai insostenibile della tassazione: oneri di sistema e IVA applicata anche sulle tasse. VERO! La vera ingiustizia è che tutti i cittadini, chi ha meno possibilità economiche e chi invece appartiene alla fascia più ricca, pagano in maniera uguale gli oneri in bolletta, molti dei quali desueti e non più giustificabili. È vero, inoltre, che in casi come quello dei carburanti e del gas, l’IVA viene calcolata anche su tasse e accise, applicando di fatto una tassa su altre tasse.

Di fronte ad una situazione di tensione e di possibili aumenti che avrebbero un effetto deleterio per le famiglie e per l’intero sistema economico (secondo le stime dell’O.N.F.- Osservatorio Nazionale Federconsumatori +110 Euro annui per l’elettricità e +281 Euro per il gas) è fondamentale ed urgente che il Governo:

  • Operi una urgente riforma della tassazione sull’energia, rimodulando oneri di sistema, accise e applicando l’IVA solo sui costi della materia prima e non su importi già comprensivi di altre tasse.
  • Istituisca l’albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia in base a parametri che prendano in considerazione non solo la solidità e la correttezza e soprattutto il loro impegno nel campo dell’energia sostenibile.
  • Utilizzare, come già proposte recentemente dal Presidente Arera, i proventi delle aste dei permessi di emissione CO2 per calmierare i prezzi. (Per tali voci, solo nel secondo trimestre, l’Italia ha ricavato 719 milioni di Euro.)
  • Avviare delle politiche di sistema che puntino ad affermare la transizione nel nostro Paese senza creare inutili contrapposizioni tra chi promuove la sostenibilità e chi denuncia la grave emergenza sociale e l’avanzare della povertà energetica.

Energia: in vista un’impennata dei costi da ottobre. +110 Euro annui per l’elettricità e +281 Euro per il gas. Urgente un intervento del Governo su tasse, oneri di sistema, sviluppo delle rinnovabili.

Destano forte allarme le stime di rincaro dei prodotti energetici, soprattutto per quanto riguarda gas ed elettricità.

Stando alle stime dell’Enea, infatti, i fattori climatici, l’incremento del PIL e della produzione industriale hanno determinato una impennata nella domanda di energia, nonché delle emissioni di anidride carbonica. Si parla di una crescita inaudita: +30% per il gas e +20% per l’elettricità. Che si sommano ai già forti aumenti registrati nel corso dell’anno e superano le previsioni, già estremamente negative, della stangata che le famiglie subiranno in autunno.

Si tratta di un dato che, se il Governo non interverrà per calmierare, avrà ripercussioni disastrose per i cittadini, costretti non solo a fare i conti con l’aumento delle proprie bollette, ma anche con il rincaro generalizzato dei prezzi dovuto all’aumento dei costi di produzione e di trasporto.

Un andamento che si traduce, in termini diretti, in un aggravio di +110 Euro annui per l’energia elettrica e +281 Euro annui per il gas.

Nemmeno i carburanti smettono la loro corsa, anche se in questo caso l’aumento del costo della materia prima incide solo in maniera parziale sul prezzo finale, composto in larga parte da accise e tasse. Sul fronte della benzina il rincaro, in termini annui, sarebbe di circa 58 Euro annui.

Le ricadute indirette, dovute all’aumento dei prezzi determinato dai rincari dei costi di produzione e trasporto, ammontano invece a circa +42 Euro annui per i carburanti e +178,80 Euro annui per gli altri costi energetici.

Se tali stime venissero confermate, gli aumenti a carico di una famiglia, in termini annui, potrebbero attestarsi complessivamente a +669,80 Euro annui.

Cifre improponibili, che non solo risultano in evidente contrasto con la situazione di forte difficoltà che ancora interessa molte famiglie alla luce delle ripercussioni della pandemia, ma che andrebbero ad aggravare il fenomeno della povertà energetica già ampiamente diffuso nel nostro Paese.

Ecco perché si rende ormai improrogabile un intervento normativo da parte del Governo per riformare, una volta per tutte, il sistema di tassazione sui beni energetici.

“È giunta l’ora di dare un taglio ad accise, oneri di sistema, voci desuete e ingiustificabili che appesantiscono le bollette e svuotano le tasche dei cittadini.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori. – “Era la fine del 2018 quando abbiamo presentato al Parlamento migliaia di firme di cittadini che si univano alla nostra richiesta di una riforma degli oneri di sistema. Da anni, inoltre, invochiamo una rimodulazione delle accise dei carburanti per fare in modo che si riducano automaticamente calmierando i prezzi quando il costo della materia prima aumenta.”

La fase di grave tensione sui costi dell’energia, che avviene in un contesto di piena transizione energetica, pone più che mai l’accento sulla necessità di aprire una nuova era nelle politiche energetiche fondata su tre punti: riforma fiscale, istituzione di un albo delle società che vendono energia elettrica e gas (in base a parametri di correttezza e sostenibilità ambientale), incentivi reali, concreti, fruibili, per chi produce o acquista energia da fonti rinnovabili (attraverso un concreto sviluppo delle comunità energetiche, nonché l’avvio di monitoraggi e controlli nei confronti delle aziende che utilizzano l’energia green solo per farsi pubblicità).

Covid: adottare misure urgenti per contrastare il rischio di una nuova ondata. Se necessario disporre l’obbligo vaccinale per tutti.

Destano preoccupazione le affermazioni del sottosegretario alla Salute Sileri relative alla nuova ondata della pandemia che potrebbe avvenire in autunno.

“Abbiamo quasi 4 milioni di persone sopra i 50 anni non vaccinate. Arriverà un’altra ondata. In autunno è verosimile una recrudescenza, prevalentemente tra non vaccinati, e se resteranno questi i numeri è possibile che dovremo vedere nei prossimi mesi ancora la morte di altre migliaia di persone, forse anche 30.000, considerando i non vaccinati sopra i 50 anni”. – queste le dichiarazioni rilasciate stamattina nel corso del programma Agorà Estate.

Un quadro a dir poco allarmante, che però non può essere liquidato attraverso qualche battuta ed espressione contrita. Il Governo, di fronte a questa emergenza, deve dare risposte concrete ai cittadini.

Lanciare un allarme simile senza poi prendere i provvedimenti conseguenti per tentare di arginare la nuova ondata rischia di essere inutile e dannoso per i cittadini. Infatti risultano ancora insufficienti le misure adottate in tema di: trasporto pubblico (a breve riapriranno le scuole, ma manca all’appello ancora un serio piano trasporti), riapertura delle scuole, controllo del rispetto delle norme in materia di green pass nei ristoranti e nei locali.

“Ecco perché riteniamo fondamentale prevedere l’obbligo vaccinale per l’intera popolazione.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. – “È una precisa responsabilità del Governo mettere al sicuro tutti i cittadini da questo nuovo rischio. In tal senso ci aspettiamo risposte e azioni, non più annunci capaci solo di creare panico e sconforto nei cittadini.”

Alitalia: la compagnia di bandiera chiude i battenti. Dal 26 agosto decollerà ITA. Come ottenere il rimborso o modificare la propria prenotazione per i voli in programma dopo il 15 ottobre.

È ufficiale, dalla data odierna Alitalia non vende più biglietti per i voli dal 15 ottobre 2021. Dal 26 agosto, ITA (Italia Trasposto Aereo) avvierà le vendite dei biglietti per i propri voli.

La nota sul sito della compagnia riporta che: “Nell’ambito della procedura di cessione del ramo “Aviation” di Alitalia – Società Aerea Italiana S.p.A. in amministrazione straordinaria alla società ad integrale partecipazione pubblica Italia Trasporto Aereo S.p.A., il Ministero dello sviluppo economico ha autorizzato Alitalia a chiudere le vendite di biglietti, e conseguentemente prevedere la cessazione delle sue attività di volo, a far data dal 15 ottobre 2021, quale data prevista per l’avvio delle operazioni del nuovo vettore di bandiera.”

I cittadini che hanno acquistato il titolo di viaggio per una data successiva potranno chiedere il rimborso senza alcuna penale, oppure sostituire il volo con un altro equivalente gestito dalla compagnia, da effettuarsi entro il 14 ottobre.

Nel dettaglio è possibile:

  • Modificare la prenotazione (rebooking o rerouting – ovvero modifica dell’itinerario per raggiungere la destinazione originaria o tornare al punto di origine del viaggio), senza integrazione tariffaria, su volo utile per il passeggero, entro il 14 ottobre 2021 (ultima data di rientro);
  • Modificare la destinazione, con eventuale integrazione tariffaria, per viaggiare entro il 14 ottobre 2021 (ultima data di rientro). Non è previsto invece il rimborso di differenze tariffarie.

La compagnia ha assicurato che invierà una comunicazione via email ai clienti che hanno già acquistato voli in partenza dopo il 15 ottobre.

Una rassicurazione che ci lascia perplessi: il primo obbligo dell’azienda dovrebbe essere proprio verso i clienti, che dovrebbero essere avvisati tempestivamente ed in maniera esaustiva, non solo via email, ma anche, laddove possibile, attraverso messaggi sms.

Ovviamente verificheremo che questo avvenga tempestivamente, ma soprattutto che i rimborsi siano effettuati correttamente, senza ritardi o mancate risposte da parte dell’azienda.

Inoltre, seppure la notizia della prossima chiusura è di pubblico dominio ed è stata ampiamente diffusa sugli organi di stampa, per renderla immediatamente visibile agli utenti sarebbe necessario metterla in maggiore evidenza sulla home page del sito della compagnia.

Rimangono, infine, da chiarire alcuni importanti aspetti: sul sito Alitalia, nella sezione in cui si forniscono indicazioni per i rimborsi e la modifica dei voli è riportato che i passeggeri con biglietto premio Mille Miglia “che vorranno rinunciare al viaggio potranno richiedere il riaccredito delle miglia, il rimborso delle tasse e dei supplementi, cliccando sul link presente nel messaggio di notifica cancellazione.” Non si capisce in tal senso cosa ne sarà delle miglia riaccreditate. Il programma sarà ancora valido e le miglia residue si potranno far valere con la nuova compagnia?

Inoltre rimane da capire cosa ne sarà dei voucher emessi per i voli cancellati a causa covid. Anche quelli, se non utilizzati entro il 14 ottobre, auspichiamo siano rimborsati.

Per definire tali questioni ci aspettiamo indicazioni precise e chiediamo a ITA di convocare con urgenza un tavolo con le associazioni dei consumatori.

Per informazioni e assistenza, o per denunciare eventuali anomalie, invitiamo i cittadini a rivolgersi alle sedi della Federconsumatori presenti su tutto il territorio nazionale o allo sportello SOS Turista al n. 059 251108.