Prezzi: con l’inflazione al +0,7% aggravi di +220,50 euro annui a famiglia.

Preoccupazione per i rincari sul fronte dell’energia dovuti al passaggio al mercato libero del gas.

Prosegue il rallentamento dell’inflazione che, a novembre, secondo i dati odierni diffusi dall’Istat si attesta allo 0,7% su base annua. Una frenata dovuta soprattutto al rallentamento dei prezzi dei beni energetici, nonché, anche se in misura minore, dei prodotti alimentari e per la cura della persona. Il tasso relativo al carrello della spesa, anch’esso in frenata, si attesta al +5,4%.

Come ripetiamo da tempo, si tratta di dati che vanno contestualizzati e trattati con cautela: bisogna considerare, infatti, che il confronto avviene rispetto a un periodo (nel 2022) in cui il tasso di inflazione si attestava su livelli record, con picchi di oltre il 12%.

La frenata dell’inflazione non si traduce affatto, purtroppo, in una diminuzione dei prezzi, ma solo in una crescita più lenta. L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato che con il tasso di inflazione a questi livelli gli aggravi per le famiglie ammontano a +220,50 euro annui.

Una situazione che sarà aggravata dai rincari sul fronte dell’energia: il nostro osservatorio ha infatti calcolato che, da gennaio, con il passaggio al mercato libero, molte famiglie dovranno fare i conti con ulteriori aumenti. Dai dati raccolti emerge, infatti, che pre il gas in nessun caso il mercato libero con offerte a prezzo fisso è più conveniente rispetto al mercato tutelato. Anzi, mediamente risulta più caro del +49%, con un picco del 128%. Non va meglio nel caso delle offerte a prezzo variabile sul mercato fisso, che mediamente costano l’11% in più rispetto al mercato tutelato. Dati che dimostrano quanto sia rischioso e controproducente, in questa fase, attuare tale passaggio.

Oltre a chiedere al Governo di riflettere sull’opportunità di procedere in questa direzione, creando malcontento e penalizzando i cittadini, lo invitiamo a non smantellare le tutele adottate a loro vantaggio per contrastare il caro-vita: sarebbe prematuro e poco lungimirante. Servono, invece, degli sforzi ulteriori, per dare respiro alle famiglie e nuova spinta alla domanda interna:

  • Disponendo una revisione generale delle aliquote IVA sui beni e sui servizi che potrebbe portare, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori a un risparmio di 531,57 euro annui a famiglia. Contestualmente, per far sì che tali benefici non vengano vanificati dalle speculazioni è necessario disporre opportuni controlli e verifiche mirate;
  • Mettendo in atto l’attesa e improrogabile riforma delle accise e degli oneri di sistema sui beni energetici e carburanti;
  • Ampliando le misure di sostegno a favore delle famiglie che non riescono a sostenere le rate dei mutui a tasso variabile;
  • Attivando seri e tempestivi monitoraggi dei prezzi attraverso Comitati di sorveglianza costituiti territorialmente, con la partecipazione delle Associazioni dei consumatori e sotto il coordinamento di Mr. Prezzi, per contrastare i fenomeni speculativi ancora in atto.

Le risorse per avviare queste misure fondamentali vanno ricercate attraverso: una seria azione di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale; nell’introduzione di una tassazione strutturale progressiva sugli extraprofitti delle imprese (non solo energetiche); nell’incremento di forme di tassazione sulle transazioni finanziarie.

 

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