RISPARMIA SUI FARMACI, NON SULLA SALUTE

Risparmia sui farmaci, non sulla salute, nasce dal proposito di incoraggiare i cittadini a fidarsi delle conquiste ottenute da chi lavora per difendere i legittimi interessi di tutti. Un progetto realizzato in sinergia con il CRCU, grazie al contributo del Ministero dello Sviluppo Economico, ripartizione 2018.

L’obiettivo è informare i cittadini sulla verificata validità, in termini di sicurezza ed efficacia, dei farmaci equivalenti, al fine di sostituire al pregiudizio la consapevolezza, e di permettere alla scienza di raggiungere il suo scopo:
MIGLIORARE LA VITA DELL’UOMO.
OGNI CITTADINO HA DIRITTO DI SAPERE PER SCEGLIERE DAVVERO.
PIÙ RISPARMIO, SIGNIFICA PIÙ POSSIBILITÀ DI SPESA.

FARMACO DI MARCA E FARMACO EQUIVALENTE

Medesima composizione di principi attivi (sostanze dotate di effetti terapeutici) rispetto al farmaco di marca (il cui brevetto scade dopo 20 anni- legge Cee 1768 del 1992). Pari autorizzazione delle Autorità regolatorie nazionali/europee all’immissione in commercio Identica efficacia Differente prezzo, i farmaci di marca possono costare anche il 300% in più rispetto a quelli equivalenti Diversa spesa, In Toscana nell’anno 2019 per i soli farmaci erogati con oneri a carico dal Servizio Sanitario Nazionale la mancata scelta da parte del cittadino del farmaco equivalente al posto dell’originatore ha comportato per il cittadino stesso un aggravio economico pari a 53,5 milioni di euro.

I FARMACI EQUIVALENTI UNA GRANDE RISORSA PER IL SISTEMA SANITARIO

Dr Ettore Giustini Saffi medico esperto in terapia medica e comunicazione sanitaria componente Commissione Terapeutica Regionale Toscana

Quando un farmaco perde il brevetto può essere venduto da più case farmaceutiche o con un nome di fantasia (branded), oppure come generico puro (unbranded), con indicato sulla scatola il solo nome del principio attivo seguito da quello del produttore. In entrambi i casi si tratta di farmaci equivalenti, con la medesima composizione quali-quantitativa in principi attivi, la stessa forma farmaceutica e le stesse indicazioni terapeutiche del farmaco originatore. Di solito i generici puri costano meno degli equivalenti branded. E poiché in molti casi il medicinale di marca ha un prezzo superiore a quello di riferimento, la differenza è a carico di chi lo acquista, del paziente. In tutta Europa la spesa per i farmaci biosimilari è in continuo aumento: e cause di questa tendenza sono da individuare nell’invecchiamento della popolazione, nell’aumento del numero di pazienti trattati per patologia croniche e cronicizzate sia in termini di copertura che di compliance, nella sempre crescente immissione in commercio di nuovi farmaci spesso ad alto costo. L’adozione dei farmaci equivalenti rappresenta una delle più importanti innovazioni degli ultimi anni oltre che una battaglia vinta per la civiltà dell’assistenza, una possibilità che ha ognuno di risparmiare sui conti pubblici della sanità per una vera assistenza solidaristica. La bioequivalenza è stata dimostrata in numerosi studi e quindi perchè spendere di più se effetto e sicurezza sono i medesimi dei farmaci “branded”? I medici di famiglia possono a volte consigliare il branded quando ad esempio cambiare farmaco potrebbe portare il paziente – soprattutto se anziano – a una minore compliance cioè a non seguire con la stessa costanza la somministrazione del farmaco.

Link di approfondimento.

https://www.equivalente.it/it/

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/tools-della-salute/glossario/farmaci-generici-cinque-cose-da-sapere#section-2

https://www.aifa.gov.it/farmaci-equivalenti1

https://www.marionegri.it/magazine/farmaci-equivalenti

http://www.ioequivalgo.it/

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