Clubhouse: molti i dubbi sulla sicurezza dei dati raccolti dal social network del momento. Federconsumatori segnala a Garante Privacy, AGCM e AGCOM gli aspetti più critici in tema di privacy e correttezza delle condotte commerciali.

È il social più chiacchierato del momento: aggiornamenti, approfondimenti, rassegne stampa e persino riunioni di redazione e corsi passano per le stanze di Clubhouse.

Nonostante l’accesso sia ancora limitato (bisogna disporre di un dispositivo iOS e si accede solo su invito) l’ambito social sta prendendo sempre più piede e proprio l’idea di “esclusività” che lo circonda porta molti utenti a mettere da parte le dovute precauzioni in tema di privacy.

Dall’analisi che abbiamo condotto sembrerebbe infatti che la piattaforma risulti estremamente vulnerabile dal punto di vista della sicurezza dei dati e della tutela della privacy degli utenti che accedono all’app.

La circostanza che maggiormente preoccupa è che l’informativa sulla privacy non prende minimamente in considerazione i diritti dei cittadini europei (sebbene venga offerta la possibilità di scaricare l’app a livello globale): nulla viene disposto e comunicato relativamente alle modalità con cui i dati vengono trattati e trasferiti negli USA, né se Clubhouse abbia adottato le garanzie previste dalle generali clausole contrattuali approvate dalla Commissione UE.

Emergono, inoltre, ulteriori criticità in relazione alle possibili condivisioni dei dati personali che Clubhouse potrebbe effettuare con le proprie società affiliate senza il consenso dell’utente, nonché alla registrazione “temporanea” delle conversazioni ogniqualvolta viene riportata una violazione dei termini di servizio da un utente durante lo streaming, mantenuta poi per un tempo indefinito dall’app per ragioni commerciali o legali.

Ma, secondo il nostro parere, l’elemento più grave è che la piattaforma di fatto effettua un trattamento aggregato dei dati personali dei propri utenti, in modo analogo ad una attività di profilazione, senza però richiedere previamente uno specifico ed espresso consenso da parte dei fruitori della piattaforma, né informando gli stessi circa il valore economico dei dati ceduti dall’utente, che costituiscono di fatto il corrispettivo per l’utilizzo del servizio.

Anche sulla questione, di grande attualità, relativa alla verifica dell’età dei soggetti che accedono al servizio, la piattaforma non sembra aver messo in campo iniziative concrete per accertarla: l’app è rivolta solamente ai maggiorenni, ma non ci risulta che Clubhouse abbia implementato specifici meccanismi di verifica dell’età minima

“You use the Service at your own risk.” – recita l’informativa al punto 9 ed effettivamente, alla luce dell’analisi condotta, sembra essere proprio così. Per questo, oltre ad informare i cittadini, abbiamo inviato una segnalazione alle Autorità competenti affinché approfondiscano tali spetti e obblighino i gestori della piattaforma ad attenersi alle norme che tutelano i cittadini in tema di privacy e di correttezza delle condotte commerciali.

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