TRENITALIA: DOPO TAGLI E DISSERVIZI LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI CHIEDONO UN INCONTRO AL MINISTRO PASSERA E ALL'A.D. DI TRENITALIA MORETTI

 

Roma 05.01.2012

Prot. 03/2012/SS

 

Al Ministro Dello Sviluppo Economico 

e delle Infrastrutture e dei Trasporti  

Dott.  Corrado Passera

Piazzale Porta Pia, 1 

00198 Roma (Rm)

Anticipata Fax: 06/44267283

 

P.c.    All’Amministratore Delegato delle Ferrovie Dello Stato  

Ing. M. Moretti  Roma

Piazza della Croce Rossa, 1 

00161 Roma 

 Anticipata Fax: 06/44105186

 

Oggetto: Confronto con Trenitalia sulle principali problematiche che riguardano il servizio ferroviario. 

 

Gentile On. Ministro,

 

Nonostante la DPCM del 30.12.98 preveda “la partecipazione, anche attraverso organi di rappresentanza organizzata ( Associazioni dei Consumatori) ai tavoli di confronto costruttivi sulle principali problematiche che riguardano il servizio – ferroviario – reso” ( punto 2.1.3.), le nostre Associazioni sono costrette a prendere atto che è molto difficile un “confronto costruttivo” con Trenitalia.

La Carta dei Servizi talvolta è stata realizzata senza il contributo  delle Associazioni dei Consumatori, e quando l’incontro c’è stato, le Associazioni hanno dovuto solo prendere atto delle decisioni assunte da Trenitalia.

Questo comportamento incide negativamente sulla Qualità del servizio offerto ai cittadini. E gli effetti negativi sono risultati particolarmente odiosi con l’ultimo cambio dell’orario ferroviario        ( 11.12.2011).

In questa circostanza è stato infatti deciso :

         La riorganizzazione del servizio notturno su tutta la Direttrice Adriatica, procurando notevoli danni a molti viaggiatori, specialmente ai pendolari settimanali. I danni sono stati enfatizzati anche dal fatto che i cambiamenti si sono verificati senza un minimo di consultazione con i cittadini, né con le Associazioni che li tutelano. Uno degli effetti più inaccettabili di questa riorganizzazione scaturisce dalla contrazione delle vetture ordinarie messe a disposizione della clientela. La riduzione di posti ordinari comporta in moltissimi casi l’obbligo per i viaggiatori di pagare una multa da 50€  per poter viaggiare in piedi. Senza alcuna colpa, i cittadini sono costretti dalle scelte infelici di Trenitalia a viaggiare in piedi ( quando sono autorizzati a salire) e pagare anche una sanzione.

         La limitazione di quasi tutti i treni adriatici a Bologna, con la conseguente cancellazione dei servizi Intercity diretti verso Torino, Venezia e Verona. Questa decisione è dannosa sia perché crea una “rottura” nella continuità del viaggio, sia perché quasi sempre obbliga i cittadini ad immotivati aumenti del costo del biglietto (e spesso anche a impiegare più tempo per raggiungere le destinazioni previste – e , come se non bastasse,  a questo si deve aggiungere il mancato rispetto del Regolamento Europeo da parte di Trenitalia in caso di mancata coincidenza).

         Di accentuare l’autonomia decisionale di Trenitalia relativamente alla definizione della categoria dei treni. Questa autonomia sta determinando decisioni sinceramente scandalose; come, per esempio, il fatto che alcuni treni che viaggiano alla velocità di 72 Km/h vengono classificati Intercity, mentre altri treni che viaggiano alla velocità superiore ai 99 Km/h vengono chiamati regionali. Se si considera che il prezzo dei biglietti Intercity è mediamente superiore del 50% di quello dei regionali, è evidente la necessità di far definire da una Autorità esterna a Trenitalia la categoria dei treni (altrimenti Trenitalia potrà chiamare “superstar” un treno che viaggerà a 40Km/h, ed esigere prezzi super dai viaggiatori).

 

Se a questi danni enfatizzati dall’ultimo cambio orario si aggiunge la persistente inadempienza di Trenitalia rispetto agli obblighi derivanti dal Regolamento Europeo 1371/2007  (nel campo delle informazioni, in quello del rimborso in caso di ritardo, in quello del diritto all’albergo nei casi previsti…), il danno subito dagli utenti di un servizio pubblico sono notevoli. Anche perché continua a mancare nel nostro Paese l’Organo previsto dal Regolamento Europeo citato (art. 30), in grado di sanzionare le società di trasporto inadempienti.

Questa inerzia dello Stato italiano, che pure ha adottato il Regolamento da oltre due anni, contribuisce a rendere ancora più precaria la condizione dei viaggiatori delle ferrovie italiane : dopo aver subito il danno, non possono disporre di un Organismo  - previsto- in grado di applicare sanzioni dissuasive ai comportamenti degli inadempienti.

Per queste ragioni , le seguenti Associazioni a tutela dei Consumatori Le chiedono  un incontro da realizzarsi quanto prima possibile.

Adiconsum, Adoc, Cittadinanza Attiva, Federconsumatori, Movimento Consumatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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