Sale cinematografiche: valutazioni e proposte delle Associazioni dei Consumatori del C.R.C.U. della Toscana

 


Valutazioni e proposte delle Associazioni dei Consumatori del C.R.C.U. della Toscana


Proponente: G. Minigrilli, Presidente Federconsumatori Toscana


La proposta di legge vuole reintrodurre il criterio della densità delle sale cinematografiche (che si tradurrà in distanza fra cinema) in aggiunta al criterio già presente del tetto massimo delle poltrone in relazione agli abitanti.


Già l’attuale applicazione dell’art  51  comma 1  lettera  B della  legge  reg. 25/02/2010 n° 21  del tetto massimo di posti cinema per tutte  le  province, individua la media regionale delle poltrone per mille abitanti e stabilisce che tutte le province si devono attestare sulla media ossia le province che hanno più posti (Firenze, Siena, Lucca e Livorno) devono diminuire, le altre possono aumentare.


Premesso che le Associazioni dei Consumatori vedono la presenza delle sale cinematografiche una delle più importanti opportunità culturali e di socializzazione ed un modo per far vivere i quartieri e le aree urbane, piccole o grandi che siano, noi desideriamo esprimere alcune preoccupazioni  ed alcune proposte in merito alla proposta di Legge, ed in particolare:


1) vengono penalizzate le aree che hanno storicamente una maggiore offerta culturale;


2) in queste province dove chiudono i cinema non è possibile una nuova apertura fino a che i posti cinema non scendono sotto la media regionale con problemi di desertificazione di alcune zone della provincia o di interi quartieri delle città;


3) si produce una rendita di posizione, ossia chi chiude cinema ha tempo un anno per trasferire di proprietà la propria licenza in altra zona o riaprire la stessa struttura.


Se a questa norma aggiungiamo poi il criterio delle distanze il rischio è che le città si desertificano e si permette la realizzazione di cinema solo fuori dei centri abitati con conseguente riduzione della vivibilità dei quartieri.


Gli emendamenti alla proposta di legge devono mirare quindi a mantenere i cinema all’interno della città favorendo la realizzazione di strutture di media dimensione, garantendo la sostenibilità economica e sociale degli investimenti. Tuttavia non mettono in discussione la densità di posti cinema all’interno della provincia per cui resta la rendita di posizione e la chiusura del mercato per quelle province che hanno posti cinema sopra la media regionale.


L’emendamento che noi proponiamo deve perciò offrire l’opportunità di aprire nuove strutture di medie dimensioni nelle zone più densamente popolate prive di strutture cinematografiche utilizzando licenze rese libere dalla chiusura di altri cinema all’interno della stessa provincia in modo da riequilibrare sul territorio la densità delle sale ed evitando la realizzazione di multiplex fuori dai centri abitati.


Il principio fondamentale per i consumatori è infatti quello di garantire la concorrenza ed avere un mercato che permetta di esercitare il diritto di scelta nel rispetto della vivibilità e della sostenibilità del territorio.


L’emendamento proposto dall’UPI e dall’ANCI Toscana in parte va in questa direzione e viene da noi appoggiato.


 

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