Al termine del primo semestre 2010 la stancata relativa agli aumenti tariffari calcolati a gennaio si è aggravata ulteriormante a causa delle ricadute della manovra economica, raggiungendo quota 886 euro, e a farne le spese sono i cittadini. Vicepresidente, quali sono le categorie più colpite?
Sicuramente le famiglie a reddito fisso ed i pensionati, senza dimenticare che dall'inizio della grande crisi ci sono cittadini che sono ancora più esposti a manovre che tagliano i servizi sociali o che incrementano le tariffe, ovvero i precari - sia pubblici che privati - e i cassintegrati. Gran parte della manovra, infatti, è sostenuta da tagli di spesa che colpiranno i servizi per i cittadini e che determineranno una ulteriore contrazione della domanda di mercato, stimata dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in una minore spesa di 8-9 miliardi di euro. Per queste ragioni la Federconsumatori ha aderito allo Sciopero generale del 2 luglio.
La manovra, definita da enti locali e associazioni dei consumatori non solo iniqua ma anche dannosa, porterà anche ad una riduzione ulteriore della capacità di acquisto dei consumatori. Questa riduzione avrà anche delle ricadute sui consumi?
Anche noi la definiamo iniqua e dannosa. L'istat fornisce un dato generale della contrazione dei consumi per il 2009 dell'1,9%, ma il nostro Osservatorio lo considera sottostimato. Anche se lo assumiamo a riferimento e lo leggiamo per le categorie che prima ho richiamato ci accorgiamo che quel dato diventa il 3,2% per i redditi fissi e supera il 20% per i cassintegrati.
E cosa potranno fare i cittadini per sopravvivere?
I settori fino ad ogi più colpiti sono stati essenzialmente quello dell'abbigliamento e delle calzature, delle automobili e dei beni e servizi correlati (quali i carburanti) e dell'arredamento. SIgnificativi sono, inoltre, i dati relativi al settore alimentare, che registra una diminuzione nonostante la sua caratteristica di anelasticità, sia quelli del comparto dell'elettronica di consumo. Per i cassintegrati abbiamo verificato una contarzione anche in settori delicati come quello della salute. I consumatori hanno già messo in atto le loro modeste difese: si compra l'essenziale seguendo le offerte, si afferma il primato del costo più basso, senza andare per il sottile sul controllo di qualità. Noi denunciamo ancora una volta il grande divario dei prezzi "dal campo alla tavola": c'è un dato che deve far riflettere, Coldiretti denuncia che ciò che percepiscono è appena il 17% del prezzo finale.
Più di un miliardo di euro tra il 2011 e il 2012: a tanto ammonta il taglio di trasferimenti di fondi verso la Toscana. Vicepresidente, quali saranno i settori più colpiti? Anche in settori critici come la sanità e i trasporti dovremmo aspettarci dei cambiamenti?
Continuano ad accavallarsi migliaia di emendamenti e proposte molto contraddittorie e spesso peggiorative, per cui è difficile ad oggi fare previsioni specifiche, ma un punto risulta chiaro: questa è anche una manovra improvvisata, priva di una strategia e di quelle riforme strutturali che potrebbero avvicinarci verso un nuovo sviluppo. Ma proprio perché i tagli per più del 70% rigurdano tagli ai trasferimenti agli enti locali, saranno soprattutto i servizi alle persone e, in particolare, quelle più in difficoltà ad essere penalizzati (tagli al fondo per i non autosufficienti, a rischio gli asili nido, riduzione del tempo lungo nelle scuole, ecc...).
Inoltre si prospetta davvero significativa la stretta sul trasporto pubblico locale (oltre 3,5 miliardi, cioè il 30%), su cui peraltro la Regione Toscana aveva deciso di puntare molto. Per quanto rigurda la sanità, malgrado tutti gli annunci del Governo, in realtà la manovra prevede un sostanzioso taglio di oltre 1,5 miliardi, che impedirà il turn over fra il personale sanitario anche medico specialistico e oltre 600 milioni per acquisto di farmaci ospedalieri.
Federconsumatori ha più volte ribadito quanto sia necessario un serio piano per rilanciare l'economia che non si limiti a risanare i bilanci, ma avvii una ripresa della domanda di mercato e degli investimenti nei settori chiave per lo sviluppo. Quali azioni in particolare dovrebbe intraprendere il Governo per permettere al Paese di uscire dalla crisi?
Fare una manovra equa e proiettata sul futuro, riducendo sicuramente gli sprechi e le distorsioni che questo sviluppo ha prodotto e che si manifestano pure nella spesa pubblica. Far pagare di più chi ha speculato sulla crisi e continua ad arricchirsi malgrado o grazie ad essa, recuperando risorse dalle rendite finanziarie e dai patrimoni oltre che con una lotta più incisiva all'evasione fiscale con sistemi efficaci che coinvolgano gli stessi cittadini consumatori. Infine, avviare una politica selettiva di investimenti sui settori trainanti e innovativi del sistema economico e di aiuti al potere di acquisto delle famiglie, promuovendo modelli di consumo consapevoli.
Daria Domenici